Poesie (1803) _ Ugo Foscolo

Sono 12 sonetti e due odi ossia due componimenti più lunghi del sonetto classico. [member]Gli studiosi dividono in due i sonetti:

  • gli otto sonetti minori trattano tematiche preromantiche affrontate con uno stile romantico, fortemente legato allo stato d’animo dell’autore;
  • i quattro maggiori sonetti ossia a Zacinto, alla sera, in morte del fratello Giovanni e alla Musa sviluppano tematiche preromantiche come esilio, sepoltura lacrimata e illacrimata, morte, sofferenze, preoccupazioni della vita, angoscia, natura che dona serenità. Tutti questi temi sono svolti con uno stile neoclassico che mette sotto controllo in modo razionale e contenuti emotivi passionali: poesia armonica, equilibrata, composta, dotata di tranquilla grandezza, nobile semplicità e serenità olimpica.

ALLA SERA (1802-1803)

pagina 572 del libro di testo

STRUTTURA

Possiamo dividere il componimento in due parti:

  • nella prima parte la sera somiglia a morte in quanto alla fine del giorno. Allo stesso tempo la morte la sera sono periodi di pace. La prima parte è individuabile nei primi otto mesi del componimento poetico;
  • nella seconda parte il concetto viene ribadito: la sera assomiglia la morte che però si identifica con il nulla eterno. Questa idea di eternità offre una situazione di pace e tranquillità. La pace duplice: è momentanea alla sera e definitiva durante la notte.
SERA=> MORTE => NULLA ETERNO (MECCANICISMO)

ANALISI STILISTICA

È una forma espressiva neoclassica e limite sentimenti emotivi con il risultato di un componimento armonico, equilibrata e composto. È presente il linguaggio elevato (fatal quiete, spirto guerrier), molte figure retoriche (personificazione della sera)e una sintassi complessa con ipotassi e iperbati. Il componimento assume la forma metrica del sonetto.

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI (1802-1803)

pagina 576 del libro di testo

TEMI

Nella prima strofa troviamo tema dell’esilio, della sepoltura lacrimata e non, degli affetti familiari e della morte. Nella seconda strofa troviamo tema degli affetti familiari, della sepoltura lacrimata e dell’esilio. Nella terza individuiamo il destino ostile, le preoccupazioni della vita, della morte e del desiderio di quest’ultima intesa come pace definitiva (teoria del meccanicismo di stampo illuminista). Nella quarta, e ultima parte, emerge la delusione delle speranze giovanili, della morte in terra straniera, della sepoltura illacrimata e gli affetti familiari (Foscolo e la madre mesta).

STRUTTURA

È presente una struttura logico-tematica rigorosa. E se però polittica nel senso che formata da elementi minori. Nella pittura all’opera polittica è formata da quadri distinti ma combinati. La poesia è formata da quattro strofe autonome ma tra loro collegate in quanto i temi si ripetono. Anche questa poesia ammette principi neoclassici quali metrica consolidata ecc..

DEI SEPOLCRI (1806-1807)

pagina 579 del libro di testo

Il carme è un ampio testo poetico che utilizza uno stile solenne, in questo caso neoclassico: Foscolo tiene sotto controllo il contenuto con la ragione. Il contenuto è circoscritto sul tema della morte e della tomba.

GENESI

Nel 1806 era stato esteso un editto, l’Editto di Saint-Cloud, da Napoleone alle terre conquistate: i morti dovevano essere seppelliti in cimiteri esterne alla città; non dovevano più sussistere anche differenze tra tombe riservate a provenienti da diverse classi sociali (stesse dimensioni ad esempio_razionalismo illuminista). Il primo per esigenze igieniche, le altre due egalitaria. Foscolo aveva preso posizione a favore del vitto nell’ambito di una discussione nel salotto di una nobile veneziana: Jacopo Pindemonte, un suo amico, non era d’accordo. Poco tempo dopo Foscolo cambia opinione e nei sepolcri sviluppa l’antitesi contro Napoleone. Foscolo dedica l’opera ha Pindemonte nel 1807, anno di pubblicazione.

TEMI

M. Guillon, un critico francese, aveva recensito il carme come poco originale e oscuro: Foscolo, con una lettera pubblica spiega il tema dell’opera e la suddivide i quattro parti mostrando i collegamenti. Nei sepolcri Foscolo supera il pessimismo della ragione ossia meccanicismo in modo volontario: vuole credere in un qualcosa che renda migliore la vita. Foscolo vuole credere nella vita dopo la morte. Nei sepolcri la morte non è nulla eterno come Alla Sera: se il morto ha lasciato un’eredità di sentimenti virtuosi e comportamenti nobili verrà ricordato dai vivi (sopravvivenza nella memoria dei congiunti). La tomba è lo strumento che aiuta la memoria. Foscolo ammette che il morto non ha interesse nell’essere ricordato. Il divo, invece, coltiva l’illusione di essere ricordato per sempre se lascio la vita terrena comportandosi bene. In sostanza il morto aiuta il vivo.

STRUTTURA

La prima parte, dal verso primo al novantesimo, Foscolo esalta sepolcro come legame con gli affetti: il morto lascia un’eredità di sentimenti e comportamenti virtuosi, se si è comportato bene durante la vita terrena. Nella seconda parte (vv 91-150) il sepolcro viene esaltato come simbolo di civiltà e per svolgere questo aspetto Foscolo analizza i vari dei morti partendo dall’antichità (erudizione storica).  Nella terza parte (vv 151-212) il sepolcro viene esaltato come ispiratore di grandi e nobili azioni : Foscolo mostra come alcuni grandi uomini vengono ricordati non solo dai congiunti ma anche dall’intera nazione. I sepolcri mantengono i ricordi anche dei grandi uomini che sono così un esempio per i vivi. Foscolo in particolare si riferisce a Santa Croce di Firenze dove molte persone importanti sono sepolte (Galileo, Michelangelo e Machiavelli ad esempio). Nella quarta parte (vv 213-295) il sepolcro viene esaltato come ispiratore di poesia. Questa si ispira alle tombe dei grandi uomini e mantiene in vita il loro ricordo anche quando le loro tombe sono andate distrutte dallo scorrere del tempo (la poesia di Omero rende eterno il ricordo di Odisseo e Achille nel mondo Occidentale). Il sepolcro vince la morte in quanto mantiene ricordo, il tempo vince sepolcro. La poesia però vince contro il tempo.

MORTE < SEPOLCRO < TEMPO < POESIA

STILE

Lo stile neoclassico, anche se di tema romantico. Il contenuto non è immesso in uno stile passionale bensì accurato, studiato e diretta l’armonia, alla compostezza e all’equilibrio. È presente il classico lessico levato, la sintassi elaborata componimento metrico esemplare questa volta carme è una struttura logico-tematica rigorosa. Quest’ultimo aspetto è abbastanza particolare in quanto molti contemporanei non riuscivano a capire il testo!

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Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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