Lo sviluppo e la ricchezza

Ogni sistema economico è soggetto a perturbazioni che tendono poi a riprodursi nel tempo con una certa regolarità. L’esistenza di una ciclicità nel ritmo di crescita di un’economia nulla ci dice sulla tendenza di lungo periodo in cui campo d’indagine appartiene alla teoria dello sviluppo economico.

[member]Esistono molti indicatori che misurano il grado di sviluppo economico di un paese tra cui il PIL pro-capite, il tasso di crescita della popolazione, di disoccupazione lavorativa, di concentrazione della ricchezza…

Il più importante tra questi però è il PIL che nonostante tutto presenta notevoli limiti. Il PIL può essere considerato un indicatore valido per misurare la capacità produttiva di un’economia, ma è assai meno significativo nel valutare il grado di benessere di una data popolazione. Il PIL pro-capite, invece, potrebbe essere un efficace indicatore del benessere solo se associato ad altri indici, quali il grado di concentrazione dei redditi e dei patrimoni, il tasso di occupazione lavorativa…

Alcuni autori hanno tentato di modificare il PIL depurandolo di quelle componenti che non possono considerarsi indici di benessere (proposta alla MEW ossia misura del benessere economico, ricavata dal PIL pro-capite al netto delle componenti non rilevanti per il benessere). Altri studiosi però preferiscono affidarsi alla costruzione di indici complessi con stretto riferimento all’assetto economico sociale considerato. Ciò implica la sostanziale rinuncia ad avvalersi di un indicatore universale del grado di sviluppo economico.

Dall’insoddisfazione degli economisti nei riguardi del PIL è sorto l’indice di sviluppo umano, elaborato dal programma per lo sviluppo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1990. Questo tiene conto del:

  • livello di sanità, rappresentato dalla speranza di vita alla nascita (25-85 anni);
  • livello di istruzione, rappresentato dall’indice di alfabetizzazione nella popolazione adulta ed alla media del numero di anni di studio (0-100 %);

il reddito, rappresentato dal PIL pro-capite dopo una doppia trasformazione che tiene conto del reale potere d’acquisto del paese e del fatto che l’aumento del PIL pro-capite non determina un aumento di benessere in modo lineare (100-40.000 $).[/member]


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