L'imprenditore commerciale

L’imprenditore commerciale e il suo statuto

È un imprenditore commerciale colui che esercita un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi o un’attività di intermediazione nella circolazione dei beni.

[member]Sono considerate commerciali le attività che hanno come oggetto:

  • la produzione industriale di beni e servizi; 
  • l’intermediazione nella circolazione dei beni, che consiste nell’acquistare dei beni per rivenderli.

Nell’attività di intermediazione rientra anche l’attività bancaria, in quanto la banca opera come intermediaria tra l’offerta di denaro e la domanda di denaro.

Qualunque attività di scambio di beni che non rientra nelle attività agricole è un’attività commerciale.

Un imprenditore commerciale è sottoposto a una disciplina speciale prevista a tutela dei creditori e indicata spesso, in modo sintetico, come statuto dell’imprenditore commerciale. Questo statuto comprende l’insieme delle norme giuridiche che si applicano soltanto a chi esercita un’attività commerciale.

Un imprenditore commerciale e non piccolo:

  • è obbligato a iscriversi nel registro delle imprese; 
  • è obbligato a tenere apposite scritture contabili;
  • è sottoposto al fallimento e alle altre procedure concorsuali.

Infine a un imprenditore commerciale si applicano alcune norme particolari in materia di capacità per l’esercizio dell’impresa e di rappresentanza nei confronti dei terzi.

La pubblicità legale

Le imprese commerciali sono sottoposte a un sistema di pubblicità legale, che consente ai terzi di conoscere gli atti e i fatti principali attraverso la loro iscrizione in un registro pubblico, consultabile da chiunque vi abbia interesse, tenuto da un apposito ufficio del registro delle imprese istituito presso la camera provinciale di commercio.

Nel registro generale delle imprese devono iscriversi:

  • gli imprenditori individuali che svolgono un’attività commerciale, esclusi i piccoli imprenditori;
  • le società commerciali e le società cooperative; 
  • gli enti pubblici economici;
  • i consorzi con attività esterna.

L’imprenditore deve presentare la richiesta d’iscrizione nel registro delle imprese entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. La domanda di un imprenditore individuale deve contenere le generalità del titolare dell’impresa, la ditta, l’oggetto dell’impresa, la sede e il nome di eventuali rappresentanti. Oltre all’inizio dell’attività nel registro delle imprese devono essere iscritte entro 30 giorni dal momento in cui si sono verificate, le eventuali modificazioni degli elementi contenuti nella domanda di iscrizione e la cessazione dell’attività.

Di regola l’iscrizione nel registro delle imprese ha un’efficacia dichiarativa perché i fatti che non sono stati scritti non sono opponibili ai terzi mentre i fatti che sono stati scritti sono sempre opponibili ai terzi.

L’inosservanza dell’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese degli elementi previsti dalla legge comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa a carico dell’imprenditore.

L’imprenditore ha anche l’obbligo di indicare l’ufficio del registro delle imprese presso il quale è iscritto.

La contabilità

La regolare tenuta della contabilità è vantaggiosa:

  • per i creditori dell’impresa come singoli, perché le scritture contabili costituiscono mezzi di prova nei confronti dell’imprenditore; 
  • per l’imprenditore, in quanto le scritture contabili consentono di tenere sotto controllo la situazione economica e finanziaria dell’impresa.

Il libro giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. Le annotazioni nel libro giornale devono essere effettuati in ordine cronologico.

Il libro degli inventari deve contenere l’indicazione della valutazione delle attività e passività relative all’impresa e anche quelle personali dell’imprenditore. L’imprenditore è responsabile per i debiti dell’impresa con tutti i suoi beni presenti e futuri. L’inventario redatto e sottoscritto dall’imprenditore all’inizio dell’attività e poi in seguito ogni anno, si chiude con il bilancio o Stato patrimoniale e con il conto dei profitti e delle perdite.

Oltre al libro giornale e al libro degli inventari un imprenditore deve tenere le altre scritture contabili richieste dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa. È obbligato a formare anche un fascicolo della corrispondenza relativa all’impresa contenente gli originali della corrispondenza ricevuta e le copie della corrispondenza inviata. Infine può tenere tutte le altre scritture contabili che ritenga utili per l’organizzazione interna e per la gestione dell’impresa. Le scritture contabili devono essere numerate progressivamente in ogni pagina dei libri e devono essere prive di spazi in bianco, interlinea o riporti a margine, inoltre, devono essere fatte in modo che le parole cancellate siano leggibili.

Le scritture contabili della corrispondenza relativa all’impresa devono essere conservate per 10 anni dalla data dell’ultima registrazione. I libri e le altre scritture contabili sono documenti tenuti dall’imprenditore e possono essere usati come mezzo di prova in un processo nel quale l’imprenditore sia parte.

La capacità per l’esercizio di un’impresa commerciale

In generale un imprenditore commerciale deve essere una persona pienamente capace d’agire. Tuttavia anche un incapace d’agire può esercitare un’impresa commerciale a condizione che abbia ottenuto l’autorizzazione del tribunale. In particolare: un minorenne, un interdetto o un inabilitato può essere autorizzato soltanto continuare l’impresa commerciale già esistente; un minorenne emancipato può essere autorizzato non soltanto a continuare ma anche a iniziare una nuova impresa commerciale.

Con l’autorizzazione l’incapace assume la titolarità dell’impresa; riguardo alla gestione dell’impresa invece è sostituito dal suo rappresentante legale. L’inabilitato, infatti, può compiere da solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre per gli atti di straordinaria amministrazione è necessaria l’assistenza del curatore.

L’emancipato può compiere da solo qualsiasi atto pertanto acquista di fatto una piena capacità d’agire.

Se un’impresa commerciale viene esercitata da un incapace d’agire o dal suo rappresentante legale senza l’autorizzazione richiesta dalla legge, l’incapace non diviene giuridicamente un imprenditore e gli atti compiuti dall’incapace del suo rappresentante legale sono annullabili.

Per quanto riguarda l’esercizio di un’impresa agricola da parte di un incapace è richiesta di volta in volta una specifica autorizzazione giudiziale per gli atti di straordinaria amministrazione.

I rappresentanti dell’imprenditore

I collaboratori dell’imprenditore possono essere lavoratori subordinati oppure lavoratori autonomi e sono:

  • l’institore; 
  • il procuratore; 
  • il commesso.

L’institore

L’institore è la persona che viene posta dall’imprenditore a capo dell’impresa, di una sede secondaria o di un ramo particolare. Egli è il dirigente di grado più elevato all’interno dell’impresa e ha un potere generale di rappresentanza dell’imprenditore. Può compiere tutti gli atti relativi all’esercizio dell’impresa ma, se non è stato autorizzato per iscritto, non può alienare o ipotecare dei beni immobili. Può inoltre rappresentare in giudizio l’imprenditore, come attore o come convenuto, per le obbligazioni derivanti dall’esercizio dell’impresa.

L’imprenditore però può limitare o ampliare i poteri del rappresentante con un’apposita procura che deve essere iscritta nel registro delle imprese.

Se la procura rilasciata dall’imprenditore non è stata pubblicata le eventuali limitazioni o la revoca della rappresentanza sono opponibili ai terzi soltanto provando che ne erano a conoscenza al momento della conclusione dell’affare.

L’institore deve dichiarare ai terzi di agire in nome e per conto dell’imprenditore (spendita del nome) e, in mancanza, l’institore è responsabile personalmente per le obbligazioni assunte.

Il procuratore

Il procuratore è un dipendente che, pur senza essere un institore, ha il potere di compiere gli atti giuridici riguardanti l’esercizio dell’impresa.

In particolare il potere di rappresentanza del procuratore è soggetto gli stessi limiti dell’institore e non comprende la rappresentanza processuale dell’imprenditore.

Il commesso

Il commesso è un dipendente dell’imprenditore che opera a contatto con la clientela ordinaria dell’impresa. A differenza dell’institore del procuratore egli ha un potere di rappresentanza limitato in quanto può compiere soltanto gli atti normalmente collegati alle operazioni che incaricato di svolgere.

L’eventuale procura rilasciata a un commesso non deve essere iscritta nel registro delle imprese.

Gli ausiliari dell’imprenditore

I collaboratori autonomi dell’imprenditore sono:

  • il commissionario; 
  • lo spedizioniere; 
  • l’agente di commercio.
Un altro ausiliario particolare è rappresentato dal mediatore.

Il commissionario

Il commissionario è colui che si obbliga ad acquistare o vendere alcuni beni per conto di un’altra persona (committente), ma in nome proprio. Il contratto di commissione ha un mandato senza rappresentanza con il quale il commissionario acquista dei beni nell’interesse altrui, ma nei confronti di terzi agisce in proprio nome.

Sul valore di ogni affare che ha concluso ha diritto di ricevere una provvigione che è dovuta nella misura determinata dalle parti o dagli usi locali, o stabilite dal giudice. Se l’affare salta, il commissionario ha ugualmente diritto a una parte della provvigione in relazione alle spese sostenute. Tuttavia può assumere anche la garanzia del buon fine e in questo caso ha diritto un compenso aggiuntivo o a una maggiorazione della provvigione (star del credere).

Di solito il commissionario non può comprare da se stesso vendere se stesso ma questo divieto non si applica quando il contratto riguarda merci che hanno un prezzo corrente e il prezzo di acquisto o di vendita dei beni è stato fissato preventivamente dal committente. (Ha diritto alla provvigione).

Diverso è il contratto di concessione con il quale il concessionario acquista alcuni beni dal produttore per rivenderli in nome e per conto proprio. Inoltre il concessionario fornisce ai clienti la garanzia di buon funzionamento e un servizio di assistenza per i prodotti venduti.

Lo spedizioniere

Lo spedizioniere è colui che assume l’incarico di spedire delle merci, cioè di concludere un contratto di trasporto di merci in nome proprio ma per conto di un’altra persona (mandante) e di compiere tutte le operazioni accessorie.

Fino a quando lo spedizioniere non ha concluso il contratto di trasporto con il vettore, il committente può revocare in qualsiasi momento l’incarico che gli ha dato ma è obbligato a rimborsare allo spedizioniere le spese sostenute e a pagargli un equo compenso per l’attività svolta. Nell’esecuzione dell’incarico lo spedizioniere deve attenersi alle istruzioni che ha ricevuto o deve operare secondo il miglior interesse del committente. Egli ha diritto a una retribuzione che viene determinata in base alle tariffe professionali, secondo gli usi, o dal contratto.

Talvolta può accadere che lo spedizioniere si assuma in tutto o in parte l’esecuzione del trasporto, con mezzi propri o altrui (spedizioniere vettore).

L’agente di commercio

L’agente di commercio è una persona che, in cambio di una provvigione, assume stabilmente l’incarico di promuovere la conclusione di contratti in una zona determinata per conto di un’altra persona.

Il contratto di agenzia richiede la forma scritta ai fini della prova e se le parti non dispongono diversamente, dal contratto di agenzia deriva un diritto di esclusiva a favore di entrambe le parti: un imprenditore non può avvalersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e l’agente non può assumere l’incarico di promuovere o concludere affari per conto dei più imprenditori concorrenti.

L’agente ha diritto a una provvigione per gli affari conclusi per effetto del suo intervento, inoltre il diritto alla provvigione riguarda anche gli affari conclusi dopo lo scioglimento del contratto di agenzia.

L’agente ha l’obbligo di restituire le provvigioni ricevute soltanto nel caso di mancata esecuzione del contratto per cause non imputabili al proponente. Se invece il proponente e il terzo si accordano per non dare più esecuzione al contratto in tutto o in parte, l’agente ha ugualmente diritto a una provvigione, ma ridotta nella misura determinata dagli usi o dal giudice secondo equità.

Quando il contratto di agenzia è stato stipulato a tempo indeterminato ciascuna parte può esercitare in qualsiasi momento il diritto di recesso.

Al momento della cessazione del rapporto di agenzia l’agente ha diritto al pagamento di un’indennità se ha procurato nuovi clienti al proponente o ha prodotto un sensibile aumento degli affari con clienti già esistenti. L’indennità, che non può superare l’ammontare annuo delle provvigioni medie degli ultimi cinque anni, non è dovuta quando il contratto di agenzia si scioglie per inadempimento o quando l’agente ha ceduto a un terzo i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto di agenzia.

Non è un vero e proprio agente di commercio il procacciatore d’affari, che opera saltuariamente per conto di un imprenditore in base a un contratto di collaborazione, senza un’organizzazione autonoma e di regola senza l’esclusiva su una zona determinata.

Il mediatore

Il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti, senza essere legato a loro da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza, per la conclusione di un determinato affare.

il mediatore è indipendente e imparziale nei confronti delle parti e media tra le parti solo per singoli affari.

Se l’affare viene concluso in seguito al suo intervento, il mediatore ha diritto a una provvigione da entrambe le parti nella misura stabilita dagli accordi o dalle tariffe professionali o dagli usi. Il mediatore ha diritto alla provvigione anche se le parti si accordano in modo fraudolento per non pagarli in tutto o in parte quanto gli spetta.

Quando ha ricevuto l’incarico di ricevere l’altro contraente da una delle parti il mediatore ha diritto al rimborso delle spese sostenute anche se l’affare non viene concluso.

In base alla legge il mediatore ha l’obbligo di informare le parti su tutte le circostanze e garantire l’autenticità della sottoscrizione delle parti.[/member]


Precedente L'imprenditore in generale Successivo L'azienda