Le ultime lettere di Jacopo Ortis _ Ugo Foscolo

“Le ultime lettere di Jacopo Ortis” è un romanzo di Ugo Foscolo, considerato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana, nel quale sono raccolte le lettere che il protagonista, Jacopo Ortis, mandò all’amico Lorenzo Alderani, il quale, dopo il suicidio di Jacopo, le avrebbe date alla stampa corredandole di una presentazione e di una conclusione.

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TRAMA

Il racconto che copre uno spazio di tempo che va dall’11 ottobre 1797-vigilia della ratifica del trattato di Campoformio-al 25 marzo 1799-giorno del suicidio di Jacopo-, è diviso in due parti.

Nella prima parte Jacopo, giovane studente animato da ideali democratici, dopo il trattato di Campoformio, fugge da Venezia per sottrarsi alle rappresaglie austriache contro i patrioti e si rifugia sui Colli Euganei. Qui conosce il signor T*** e le sue due figliole, la piccola Isabellina e Teresa, promessa sposa a Odoardo, un nobilotto onesto ma insignificante. Quest’ultima, durante una gita ad Arquà per visitare la casa del Petrarca, confessa al giovane di essere costretta dal padre a un matrimonio d’interesse. Nonostante la crescente simpatia fra i due giovani, il loro amore si rivela irrealizzabile, sia per la condizione incerta di Jacopo esule, sia per i condizionamenti familiari di Teresa. Il protagonista, quindi, lascia la fanciulla e si reca a Padova per riprendere gli studi, ma ben presto, disgustato dal servilismo della cultura accademica, torna da Teresa, deciso ad assecondare la sua passione. Durante un’assenza di Odoardo, finalmente bacia la divina fanciulla. Teresa confessa il suo smarrimento al padre e Jacopo, al ritorno di Odoardo, decide di partire per un lungo viaggio.

Nella seconda parte Jacopo raggiunge Bologna, poi Firenze dove visita le tombe di Santa Croce, quindi Siena e, infine, Milano. Qui incontra il letterato Giuseppe Parini con il quale ha un colloquio sulla situazione politica dell’Italia. Diretti in Francia, il giovane incontra a Pietra Ligure un altro esule veneziano ridotto in miseria con la moglie e un figlioletto malato. A Ventimiglia, vagando per la montagna, percepisce con orrore l’onnipotenza della natura e l’esistenza di una violenta legge naturale che impone la supremazia della forza sulla giustizia. Capisce che non ha senso fuggire e perciò torno indietro e, attraverso il Piemonte e la Lombardia, giunge a Rimini, dove apprende che Teresa ha sposato Odoardo. Allora a Venezia per salutare la madre e sui Colli Euganei per rivedere Teresa; poi si uccide 25 marzo, dopo aver distrutto tutti i suoi scritti e aver lasciato Lorenzo le ultime volontà: ” fa’ ch’io sia sepolto, così come sarà approvato, in un sito abbandonato, di notte, senza esequie, senza lapide, sotto i pini del colle che guarda la Chiesa. Il ritratto di Teresa si è sotterrato col mio cadavere”.

GENERE LETTERARIO

Jacopo Ortis è un romanzo epistolare, cioè costituito da lettere, su modello di Goethe (I dolori del giovane Werther) il quale prevede l’unicità del mittente e l’unicità del destinatario. Ci sono altri modelli come la pluralità di emittenti e/o di destinatari. Alla fine settecento questo genere letterario era molto di moda. Lorenzo Alderani è il destinatario delle lettere di Jacopo. Nel romanzo sono riportate solo le lettere di Jacopo e vengono messe le lettere di Lorenzo che però non è il solo destinatario, interlocutore ma è anche editore e curatore delle lettere dell’amico: Lorenzo, dopo il suicidio di Jacopo, pubblica e ordina le sue lettere; scrive anche una premessa e dei corsivi tra lettera e lettera che danno informazioni sulla lettura e sulla vita di Jacopo (funzione informativa); inoltre Lorenzo scrive la conclusione e tratta il tema del suicidio.

LA STRUTTURA E LO STILE

Questo romanzo presenta due voci narranti, due livelli di narrazione e due tempi di narrazione. È presente la voce narrante e il livello di Jacopo il quale racconta la propria esistenza drammatica e contemporaneamente il suo farsi in un tempo il divenire, in diretta. La seconda voce è Lorenzo nella premessa, nei corsivi e la conclusione. Il tempo di Lorenzo è puntuale, a posteriori in quanto racconto dell’amico a fatti già compiuti, dopo il suicidio. Questo espediente fa sì che solo Jacopo sia il protagonista assoluto; il punto di vista di Lorenzo fa sì che la vicenda abbia due punti di vista differenti: il punto di vista interno e soggettivo di Jacopo si contrappone al punto di vista esterno e più oggettivo di Lorenzo il quale narra in modo distaccato trattenendo i sentimenti.

La struttura complessa influenza lo stile infatti troviamo una duplicità stilistica. Le lettere di Jacopo hanno stile espressivo che comunica sentimenti, passioni, emozioni e la personalità del soggetto, espressioni dello stato d’animo e dell’umore. Nelle lettere troviamo spesso una prosa agitata, urlata, concitata che esprime  slancio ed esaltazione, forti emozioni. Altre volte la prosa, col variare dell’umore, diventa più pacata, distesa con descrizioni di paesaggi e prosa elegiaca, malinconica. Lo stile varia in quanto varia lo stato d’animo: da esaltazione a depressione. Lo stile di Lorenzo e informativo, oggettivo distaccato e informa il lettore con una prosa sempre distesa.

IL SISTEMA DEI PERSONAGGI

Il protagonista è Jacopo nella veste di patriota veneziano deluso e di amante disperato corrisposto ma impossibilitato a realizzare il proprio obiettivo amoroso. L’antagonista da un lato e il signor T*** padre di Teresa, un tiranno, insensibile ai sentimenti altrui; dall’altro lato c’è Odoardo, piccolo nobile di campagna, metodico, razionale ma grigio e privo di entusiasmo. Quest’ultimo rappresenta tendenzialmente un borghese. L’oggetto del desiderio è Teresa e a lei non è permesso avere alcuna decisione sul futuro. Pertanto ella è divisa in due tra l’amore la passione per Jacopo e la sottomissione all’obbedienza al padre. Prevale la seconda poiché alla fine si unirà in matrimonio con Odoardo. La madre Teresa è un po’ come lei poiché il marito T*** la sottomessa ma è anche differente dalla figlia è in quanto non ha accettato la tirannia del marito ed è andata ad abitare altrove.

Ci sono due personaggi storici: Parini, contemporaneo di Foscolo, era presente dipende la libertà e Napoleone il quale rappresenta il tiranno, quello che calpesta la libertà di Venezia cedendola agli austriaci.

I TEMI

ci sono due tende che si sviluppano in modo parallelo:

  • amore tra Jacopo e Teresa;
  • la libertà di Venezia tradita da Napoleone e la cede a un dominatore straniero (tema politico-patriottico).
Un’interpretazione più recente vuole unificare i due temi nel dramma eterno dell’uomo la cui vita è dominata dalla violenza dalla paura: la violenza del signor T*** calpesta, distrugge e impedisce i sentimenti amorosi di Jacopo e Teresa così come Napoleone calpesta e distrugge la libertà di Venezia.
Per Foscolo e il mondo è dominato dalla violenza e per l’uomo giusto e onesto non c’era possibilità di affermarsi. Ritorna così la figura di Jacopo amante disperato e patriota deluso.

CONTAMINAZIONE TRA LETTERATURA E VITA

Nello scrivere il romanzo, Foscolo attinge molto alle sue esperienze di vita sia dalla sua base dell’esperienza politica che amorosa. Il romanzo dunque strettamente collegato alla vita di Foscolo ma non è la sua autobiografia. Questo aspetto però costituisce un limite nella valutazione dell’opera poiché è troppo legata alla sua vita.

LA VISIONE DELLA REALTÀ: IL MECCANICISMO

Foscolo, nel romanzo, sostiene il meccanicismo, una teoria proveniente da filosofi illuministi secondo cui tutta la realtà è fatta di materie movimento, atomi che si muovono nello spazio. Il muoversi di questi atomi che si aggregano e si disgregano continuamente danno origine alla vita e alla morte, alle cose animate e a quelle inanimate. Questo significa che dopo la morte non rimane più nulla: disgregazione totale. Con questa idea meccanicismo liberava l’uomo dall’angoscia dell’incertezza riguardo all’al di là.
Questo aggregarsi disgregarsi è una legge naturale, non cambierà mai ed è necessaria; è una legge ciclica e di violenza: Foscolo esprime concretamente questa sua tesi nella lettera da Ventimiglia. È una legge ciclica in quanto prevede l’attraversamento di determinate fasi, anche a livello di azioni: l’uomo nasce, cresce, invecchia e muore; la nazione in un’epoca è dominatrice, in un’altra sarà in decadenza e forse dominata. È una legge di violenza in quanto si è livello di individui che livello di nazioni prevale la forza e conseguentemente chi la usa per imporsi sugli altri.
Il meccanicismo è un’idea che dà origine a una visione della realtà estremamente pessimistica. Di questa teoria l’uomo eredita l’angoscia del pensiero di avere una vita senza senso: l’uomo sembra essere solo un ingranaggio per mantenere attivo il sistema; quando questi in grado si rompe viene subito sostituito e dimenticato. Ogni cosa diventa priva di senso. Possono pertanto per superare questa angoscia elabora la religione delle illusioni: per superare l’angoscia che deriva dall’insensatezza della vita e il dolore per la violenza, l’uomo può aggrapparsi a delle illusioni perfette rendano la vita un po’ meno faticosa da vivere a chi ci crede. L’illusione può riguardare l’amore, l’amicizia, la patria e affetti familiari…
Questa posizione quasi contraddittoria è una fusione tra il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà.

LA CONCLUSIONE DEL ROMANZO: IL SUICIDIO

C’è un’interpretazione del finale di Jacopo Ortis che è legata al Risorgimento: il suicidio è visto come un atto di eroica protesta, un atto di impegno per affermare la propria libertà in un mondo di violenza. Un altro significato, affermatasi in un periodo più recente, ritiene il suicidio come un atto di rinuncia, di accettazione di una sconfitta.. Una terza interpretazione unisce queste due precedenti poiché nel corso del romanzo sono presenti atteggiamenti di entusiasmo e di protesta accompagnati però da atteggiamenti opposti come la rassegnazione… Tutto l’Ortis è percorso da momenti di ribellione e momenti di accettazione della sconfitta. Il suicidio potrebbe essere contemporaneamente quindi un atto di protesta disperata è un atto di accettazione amara della sconfitta. Questo conferma quanto detto in precedenza: l’uomo buono non è in grado di prevalere sull’uomo violento.
Maggiori informazioni da pagina 542 fino a 546 del libro di testo 😉

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Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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