Le società per azioni: gli organi sociali

La società per azioni è una persona giuridica e agisce per mezzo di organi che sono:

  • l’assemblea;
  • gli amministratori;
  • l’organo di controllo.
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L’ASSEMBLEA

L’assemblea è l’organo deliberativo di una società per azioni ed è formato dai soci e dai loro rappresentanti.

Deve essere convocato dall’organo amministrativo con un avviso contenente l’indicazione delle modalità dell’assemblea e l’ordine del giorno; l’avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica almeno 15 giorni prima dell’assemblea. Nelle società chiuse l’avviso può essere inviato con altri mezzi di comunicazione e almeno otto giorni prima dell’assemblea.

L’assemblea si considera regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale sociale ed è presente la maggioranza dei componenti degli altri organi sociali.

In ogni caso tanti soci che costituiscono almeno un terzo del capitale rappresentato in assemblea possono chiedere il rinvio dell’assemblea se insufficientemente informati sugli argomenti.

Gli amministratori devono convocare senza ritardo l’assemblea della società quando lo richiedano tanti soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale sociale.

L’assemblea di una società per azioni può essere un’assemblea ordinaria o straordinaria.

Nel modello legale e in quello umanistico l’assemblea ordinaria di una S.p.A. delibera sulle seguenti materie:

  • l’approvazione del bilancio annuale;
  • i provvedimenti riguardanti gli altri organi sociali;
  • gli altri oggetti attribuiti alla sua competenza dalla legge;
  • le autorizzazioni agli amministratori per il compimento di determinati atti.

La riforma del diritto societario ha ridotto le competenze dell’assemblea ordinaria e osservando in modo esclusivo agli amministratori la gestione dell’impresa sociale.

Nel modello dualistico la competenza dell’assemblea ordinaria di una società per azioni riguarda:

  • i provvedimenti relativi al consiglio di sorveglianza;
  • la decisione sulla distribuzione degli utili ai soci;
  • la nomina dei revisori, incaricati del controllo contabile.

L’assemblea straordinaria di una società per azioni delibera sulle seguenti materie:

  • Le modificazioni dello statuto;
  • i provvedimenti riguardanti i liquidatori;
  • Le altre materie attribuite dalla legge alla sua competenza.

Lo statuto di una società per azioni può attribuire agli amministratori o al consiglio di sorveglianza alcune materie di competenza dell’assemblea straordinaria e le deliberazioni di questi organi sono soggette alla medesima procedura prevista per le modificazioni dello statuto di una società per azioni.

Le due assemblee si differenziano anche per le diverse maggioranze che sono richieste dalla legge o dallo statuto della società per la regolarità della costituzione (quorum costitutivo) e per la validità delle deliberazioni (quorum deliberativo). L’avvio dell’assemblea in prima convocazione può contenere la fissazione della data dell’eventuale seconda convocazione; in mancanza, l’assemblea deve essere riconvocata entro 30 giorni è il nuovo avviso deve essere pubblicato con le medesime formalità.

L’assemblea ordinaria di una società per azioni:

  • in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta;
  • in seconda convocazione delibera a maggioranza assoluta, qualunque sia la parte del capitale sociale rappresentato in assemblea.

La mancata previsione di un quorum costitutivo per la seconda convocazione dell’assemblea ordinaria è diretta a evitare che l’eventuale assenteismo degli azionisti provochi una paralisi della gestione della società.

L’assemblea straordinaria di una società per azioni:

  • in prima convocazione delibera con il voto favorevole di più della metà del capitale sociale;
  • in seconda convocazione è regolarmente costituita con la partecipazione di più di un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.

L’assemblea straordinaria delle società aperte è regolata da alcune disposizioni specifiche. In particolare, il quorum costitutivo è dato dalla partecipazione di tanti soci che rappresentino:

  • almeno la metà del capitale sociale in prima convocazione;
  • più di un terzo del capitale sociale in seconda convocazione;
  • almeno un quinto del capitale sociale nelle convocazioni successive alla seconda.

Il quorum deliberativo è dato dal voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato nell’assemblea.

Se una società per azioni ha emesso delle azioni particolari o degli altri strumenti finanziari particolare, sono previste anche delle assemblea speciale dei possessori di questi titoli che hanno il compito di approvare le eventuali deliberazioni dell’assemblea generale della società che possano pregiudicare i diritti della categoria interessata e di regola sono disciplinate dalle disposizioni previste per le assemblee straordinarie.

Di regola le deliberazioni dell’assemblea di una S.p.A., quando sono state approvate con l’osservanza delle regole stabilite dalla legge o dallo statuto, sono valide e vincolanti per tutti i soci.

Una deliberazione dell’assemblea è annullabile quando è contraria alla legge o lo statuto della società.

La deliberazione di una società per azioni non è annullabile nel caso di partecipazione all’assemblea di persone non legittimate oppure di invalidità di alcuni voti o di errore nel calcolo dei voti, e di incompletezza o inesattezza del verbale, a meno che non siano essenziali.

In base alla legge, l’annullabilità di una deliberazione:

  • è relativa, in quanto può essere fatta valere da soci assenti, dissenzienti, astenuti, amministratori, cs, cds;
  • è rilevabile solo su domanda della persona o delle persone legittimate;
  • è prescrittivi, in quanto l’impugnazione deve essere presentata entro 90 giorni;
  • è sanabile perché i soci possono sostituire la deliberazione annullabile con un’altra conforme alla legge.

La richiesta di annullamento di una deliberazione dell’assemblea può essere proposta soltanto da azionisti che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale, per evitare abusi o il rischio di una paralisi della società.

I soci che non possono impugnare una delibera assembleare invalida possono presentare soltanto una richiesta di risarcimento dei danni negli stessi termini previsti per l’impugnazione della deliberazione.

Una deliberazione dell’assemblea è nulla quando non è stata convocata l’assemblea o non è stato redatto il verbale o quando a un oggetto impossibile illecito.

In base alla legge la nullità di una deliberazione:

  • è assoluta, in quanto può essere fatta valere da qualunque interessato;
  • è rilevabile d’ufficio dal giudice;
  • è prescrittibile, perché la deliberazione dell’assemblea deve essere impugnata entro 3 anni dall’iscrizione, ma se hanno nell’oggetto sociale un’attività impossibile o illecita, sono impugnabili senza limiti di tempo;
  • è sanabile perché i soci possono sostituire la deliberazione nulla con un’altra deliberazione è valida.

GLI AMMINISTRATORI 

Gli amministratori di una società per azioni, che possono essere soci o anche non soci, sono l’organo direttivo ed esecutivo della società (organo direttivo e gestionale).

A sua volta il consiglio di amministrazione può delegare alcune funzioni a uno o più componenti, ma la delega non può mai ricordare alcune attribuzioni riservate all’organo collegiale.

Gli amministratori hanno la gestione dell’impresa sociale e compiono tutte le operazioni dirette realizzare l’oggetto sociale: la competenza degli amministratori infatti è una competenza generale.

Il potere di rappresentanza di una S.p.A. può essere attribuito a tutti o ad alcuni amministratori; l’atto di nomina deve indicare se rappresentante della società possono agire disgiuntamente, congiuntamente o insieme.

Per tutelare l’affidamento dei terzi la legge stabilisce che le eventuali limitazioni ai poteri di rappresentanza degli amministratori sono opponibili ai terzi soltanto provando che hanno agito intenzionalmente a danno della società.

Gli amministratori devono essere nominati a tempo determinato e per un periodo massimo di tre esercizi o possono essere confermati anche più volte alla scadenza dell’incarico.

La loro nomina deve essere iscritta nel registro delle imprese entro 30 giorni con le loro generalità e l’indicazione della rappresentanza disincentiva o congiuntiva.

Il rapporto tra i soci e gli amministratori è un rapporto di fiducia e, se tale fiducia viene meno, l’assemblea ordinaria può deliberare in qualunque momento la revoca degli amministratori; se la revoca viene senza giusta causa gli amministratori hanno diritto al risarcimento danni.

Le cause di ineleggibilità e di decadenza previste dalla legge comprendono:

  • l’incapacità legale per agire;
  • la dichiarazione di fallimento;
  • l’interdizione dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi.

Le deliberazioni degli amministratori sono segrete e sono annullabili quando sono in contrasto con la legge o con lo statuto della società; l’impugnazione contro la deliberazione può essere proposto dall’organo di controllo, dagli amministratori assenti o dissenzienti o dai soci.

Se un amministratore ha un interesse per conto proprio o di terzi in un’operazione, deve darne comunicazione all’organo amministrativo e all’organo di controllo della società e deve astenersi dal compiere la personalmente. L’eventuale deliberazione adottata senza l’osservanza degli obblighi imposti dalla legge oppure con il voto determinante dell’amministratore degli amministratori in conflitto di interessi è annullabile se può arrecare un danno alla società. L’impugnazione della deliberazione può essere effettuato dagli amministratori entro 90 giorni.

Gli amministratori di una S.p.A. hanno diritto a un compenso stabilito nell’atto costitutivo o dall’assemblea: il compenso può essere costituito da una somma di denaro, da una partecipazione agli utili della società o anche dal diritto di sottoscrivere a un prezzo determinato delle azioni della società (stock option).

Gli amministratori devono rispettare il divieto di concorrenza nei confronti della società in quanto non possono divenire soci illimitatamente responsabile di una società concorrente oppure essere amministratori o direttori generali in società concorrenti a meno che non siano autorizzati.

Se non osserva il divieto di concorrenza è responsabile per i danni causati e può essere revocato per giusta causa.

Le funzioni principali degli amministratori di una S.p.A. riguardano:

  • la convocazione dell’assemblea e l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;
  • la tenuta dei libri contabili e delle altre scritture obbligatorie;
  • la redazione del bilancio, cioè del bilancio d’esercizio e della relazione sulla gestione.

Ciascun amministratore è responsabile personalmente nei confronti della società nel caso di violazione dell’obbligo di esercitare le proprie funzioni con la diligenza professionale richiesta e di valutare l’andamento generale della gestione sociale.

La responsabilità degli amministratori verso la società, che è una responsabilità contrattuale, è una responsabilità diretta o per fatto proprio, perché deriva dal fatto di aver partecipato personalmente al compimento di un atto dannoso oppure di non aver cercato di impedire un fatto dannoso per la società, e solidale.

La responsabilità degli amministratori di una spa verso i creditori sociali deriva dall’inosservanza degli obblighi legali di conservazione della garanzia patrimoniale della società; se hanno gestito correttamente la società e hanno vigilato diligentemente sugli affari sociali, gli amministratori non sono responsabili per le eventuali perdite della società.

Gli amministratori di una società per azioni sono responsabili verso i singoli soci e verso i terzi per i danni che abbiano causato a loro direttamente con un comportamento doloso o colposo. La loro responsabilità nei confronti di questi ultimi è una responsabilità extracontrattuale.

L’ORGANO DI CONTROLLO

Il terzo organo necessario di una società per azioni è l’organo di controllo, che può essere:

  • il collegio sindacale (nel modello legale);
  • il consiglio di sorveglianza (nel modello dualistico);
  • il comitato per il controllo sulla gestione (nel modello monistico).

IL COLLEGIO SINDACALE

È composto da tre o cinque sindaci effettivi e da due sindaci supplenti che possono sostituirli in caso di morte, rinuncia o decadenza. Almeno un sindaco effettivo e un sindaco supplente devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili.

Tra le cause di ineleggibilità e decadenza previste per gli amministratori si devono aggiungere la cancellazione sospensione dal registro dei revisori contabili e una specifica causa di incompatibilità (non possono essere sindaci coloro che hanno stretti legami con la società).

La nomina dei sindaci è attribuita all’assemblea ordinaria, e:

  • La durata della nomina è inderogabilmente di tre esercizi;
  • la revoca di un sindaco è possibile soltanto per giusta causa;
  • la retribuzione spettante ai sindaci è stabilita nello statuto o dall’assemblea.

Nomina e revoca dei sindaci di una S.p.A. sono soggette all’iscrizione nel registro delle imprese.

Il collegio sindacale di una società per azioni deve svolgere:

  • un controllo di legalità (impugnare le deliberazioni invalide);
  • una vigilanza sulla gestione sociale.

Ciascun sindaco può procedere individualmente ad atti di ispezione e di controllo, mentre solo l’intero collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie sull’andamento della gestione sociale.

Al collegio sindacale è riconosciuto anche un potere di controllo sostitutivo in quanto può convocare l’assemblea dei soci quando gli amministratori non vi provvedano, e se vengono a mancare tutti gli amministratori, il collegio sindacale deve provvedere agli atti di ordinaria amministrazione.

Le riunioni del collegio sindacale devono svolgersi almeno ogni 90 giorni e le deliberazioni devono essere approvate dalla maggioranza assoluta dei sindaci presenti che devono essere la maggioranza dei componenti del collegio.

I sindaci hanno l’obbligo di partecipare alle riunioni del collegio sindacale e alle assemblee della società; l’inosservanza di tale obbligo produce la decadenza del sindaco o dei sindaci della carica.

Se non adempiono i loro doveri con la diligenza richiesta, i sindaci incorrono in una responsabilità nei confronti della società, dei creditori sociali, dei singoli soci e dei terzi (verità delle prestazioni, conservazione del segreto aziendale, vigilato adeguatamente sulle azioni o sulle omissioni degli amministratori ecc.).

La responsabilità dei sindaci è una responsabilità per fatto proprio, in quanto deriva dalla violazione del loro dovere specifico di controllo e di vigilanza sull’attività degli amministratori.

I soci possono presentare una denuncia al collegio sindacale su specifici fatti censurabili: se presentata da un singolo socio il collegio sindacale può svolgere delle indagini mentre se la denuncia è presentata da tanti soci che rappresentino almeno 1/20 del capitale sociale, il collegio sindacale deve svolgere senza ritardo le indagini e gli accertamenti necessari.

IL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA

Deve essere formato da almeno tre componenti (soci o non soci) e almeno uno deve essere un revisore contabile.

La nomina dei suoi membri e del suo presidente è di competenza dell’assemblea ordinaria; i consiglieri restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili alla scadenza.

Per la revoca di uno dei componenti del consiglio di sorveglianza serve il voto di tanti soci che rappresentino almeno 1/5 del capitale sociale e può avvenire anche senza una giusta causa.

La legge stabilisce una specifica incompatibilità tra l’incarico di membro del consiglio di sorveglianza e di componente del consiglio di gestione; può anche prevedere che i suoi membri debbano possedere particolari requisiti.

Il consiglio di sorveglianza e competente in materia di:

  • approvazione del bilancio della Società;
  • controllo e vigilanza sulla gestione della società;
  • denuncia al tribunale, se ci sono gravi irregolarità nell’esercizio dell’attività;
  • impugnazione delle deliberazioni invalide degli altri organi sociali.

Il consiglio di sorveglianza deve presentare una relazione scritta all’assemblea dei soci, almeno una volta all’anno, illustrando i risultati della propria attività di vigilanza.

I componenti del consiglio di sorveglianza di una società per azioni:

  • devono osservare la diligenza professionale richiesta dalla natura dell’incarico;
  • sono responsabili solidalmente con i membri del consiglio di gest. Per i danni derivanti da atti od omissioni;
  • hanno il diritto di assistere alle riunioni del consiglio di gest. e l’obbligo di partecipare alle assemblee dei soci.

IL COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE

Il comitato per il controllo sulla gestione deve essere formato da almeno due membri (tre nelle società aperte) e almeno uno deve essere un revisore contabile. La nomina e la fissazione del numero dei suoi membri è attribuita al consiglio di amministrazione; in caso di cessazione dalla carica il consiglio deve provvedere immediatamente alla loro sostituzione. Nel silenzio della legge si ritiene che la durata della nomina non possa essere superiore a tre esercizi.

I componenti del comitato per il controllo sulla gestione, che devono eleggere un presidente al loro interno, devono possedere i requisiti di indipendenza previsti dalla legge per i sindaci e gli eventuali requisiti di onorabilità e professionalità indicati dallo statuto.

Questo organo è incaricato della vigilanza sulla struttura organizzativa e sul sistema amministrativo, contabile e di controllo della società. Al comitato di controllo si applicano le disposizioni sul collegio sindacale riguardanti le riunioni e le deliberazioni, l’intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee della società e la denuncia da parte dei soci.

I CONTROLLI ESTERNI SULL’AMMINISTRAZIONE

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO

Tutti i soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale sociale (1/20 nelle società aperte) possono presentare una denuncia al tribunale quando vi è il fondato sospetto di gravi irregolarità nella gestione della società. Il tribunale, dopo aver sentito gli organi amministrativi e di controllo della società, può ordinare l’ispezione dell’amministrazione a spese dei denuncianti. Se in seguito all’ispezione vengono accettate delle violazioni, l’autorità giudiziaria può:

  • disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l’assemblea dei soci affinché si possano adottare le deliberazioni necessarie;
  • revocare gli amministratori e nominare un amministratore giudiziario, determinando poteri e durata.

Prima della scadenza del suo incarico l’amministratore giudiziario, deve convocare l’assemblea dei soci per la nomina dei nuovi organi sociali e può anche proporre lo scioglimento e la liquidazione della società o l’ammissione a una procedura concorsuale.

IL CONTROLLO CONTABILE

Il controllo contabile su una società per azioni deve essere esercitato:

  • da un revisore contabile o da una società di revisione nelle società cosiddette aperte “chiuse”;
  • da una società di revisione nelle società cosiddette “aperte” (ricorso al mercato dei capitali).

Nelle società minori il controllo contabile può essere attribuito al collegio sindacale a patto che questo sia formato integralmente da revisori contabili.

L’incarico di revisione deve essere assegnato per la durata di tre esercizi e di regola è rinnovabile; l’eventuale revoca può essere deliberata dall’assemblea ordinaria, ma soltanto per giusta causa.

Per evitare possibili conflitti di interesse non possono essere incaricati di svolgere il controllo contabile di una società i sindaci della società stessa. Lo statuto può prevedere ulteriori cause di ineleggibilità, di decadenza o di incompatibilità oltre a quelle previste per il collegio sindacale.

Il soggetto incaricato del controllo deve accertare:

  • la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione (1 volta ogni 3 mesi);
  • la corrispondenza del bilancio ai risultati delle scritture contabili, agli accertam. Eseguiti e alla legge.

Il revisore deve redigere una relazione sul bilancio che deve essere depositata presso la sede sociale e deve contenere un giudizio sul bilancio.

Nell’esercizio delle loro funzioni i revisori hanno un ampio potere di informazione e di ispezione e hanno l’obbligo di procedere allo scambio di informazioni che possono essere reciprocamente utile con l’organo interno di controllo della società. Il contenuto e i risultati dell’attività di controllo devono essere documentati in un apposito libro sociale.

I soggetti incaricati del controllo contabile sono responsabili nel caso di inadempimento dei doveri stabiliti dalla legge o dallo statuto con un rinvio alle disposizioni sulla responsabilità dei sindaci.

LA REVISIONE CONTABILE DELLE SOCIETÀ QUOTATE

Le società con azioni quotate in mercati regolamentati sono soggette a una forma particolare di revisione contabile, allo scopo di tutelare i soci di minoranza e i terzi, da parte di una società di revisione iscritta in un albo speciale tenuto dalla CONSOB.

L’incarico alla società di revisione, che dura nove esercizi ed è rinnovabile una sola volta, è attribuito dall’assemblea ordinaria o, in mancanza, assegnato d’ufficio dalla CONSOB. L’eventuale revoca può avvenire soltanto per giusta causa.

La società di revisione deve controllare la regolare tenuta della contabilità sociale e presentare una relazione sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato; nella relazione alla società di revisione deve formulare un giudizio sul bilancio. Se tale giudizio è positivo, impugnazione contro la deliberazione di approvazione del bilancio può essere presentata soltanto da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale o dalla CONSOB. Se esprime un giudizio negativo la società di revisione deve indicarne in modo analitico i motivi nella relazione e da un’informazione immediata alla CONSOB.

Nell’esercizio delle sue funzioni la società di revisione ha il diritto di ottenere documenti e notizie dagli amministratori e di procedere ad accertamenti, ispezioni e controlli, riportandone i risultati in un apposito libro tenuto presso la sede della società, e ha l’obbligo di informare senza indugio la CONSOB e l’organo di controllo dei fatti censurabili.

La società di revisione deve adempiere i doveri indicati dalla legge con la diligenza normale ed è responsabile sia della verità delle attestazioni, sia della conservazione del segreto sui fatti e i documenti conosciuti nell’esercizio della sua attività.[/member]


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