Le modificazioni delle società di capitali

[member]Nel corso della sua vita una società di capitali può subire le seguenti modificazioni:

  • lo scioglimento e la liquidazione;
  • la trasformazione;
  • la fusione;
  • la scissione.

LO SCIOGLIMENTO E LA LIQUIDAZIONE (art. 2484 ss.)

Lo scioglimento di una società di capitali si può verificare per una delle seguenti cause:

  • la scadenza del termine finale eventualmente previsto nell’atto costitutivo o nello statuto;
  • il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
  • l’impossibilità di funzionamento dell’assemblea (disaccordi insanabili) o la continua inattività dell’assemblea;
  • la riduzione, per perdite, del capitale sociale al di sotto del minimo legale, a meno che l’assemblea non ne deliberi la riduzione e il contemporaneo aumento;
  • la deliberazione dell’assemblea, con la quale i soci decidono di sciogliere la società;
  • Le altre cause previste nell’atto costitutivo o nello statuto.

Lo scioglimento si ha anche se la società esercita un’attività di natura commerciale e se si trova in stato di insolvenza.

Se si verifica una causa di scioglimento, gli amministratori:

  • devono provvedere all’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese di una dichiarazione con la quale accertano l’esistenza della causa di scioglimento della società oppure dalla deliberazione di scioglimento deciso dall’assemblea;
  • conservano il potere di gestione della società, ma soltanto per gli atti necessari per conservare l’integrità del patrimonio sociale.

“La liquidazione è finalizzata al pagamento dei debiti sociali e alla eventuale distribuzione dell’attivo residuo tre soci, in proporzione alla loro partecipazione alla società.”

La liquidazione è diretta da uno o più liquidatori nominati dall’assemblea dei soci. Il provvedimento di nomina dei liquidatori deve precisare anche il liquidatore o i liquidatori ai quali è attribuita la rappresentanza della società in liquidazione e i criteri di svolgimento della procedura di liquidazione.

La liquidazione di una società di capitali è soggetta a pubblicità legale quindi a iscrizione nel registro delle imprese. È soltanto dalla data dell’iscrizione nel registro delle imprese che si produce la cessazione dalla carica degli amministratori, che devono provvedere alla consegna ai liquidatori dei libri sociali e degli altri documenti richiesti dalla legge e alla redazione del verbale di consegna.

Durante la liquidazione del patrimonio sociale gli organi della società rimangono in carica con la sola eccezione degli amministratori.

I liquidatori possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società e devono osservare la diligenza professionale richiesto dalla natura dell’incarico, inoltre, in caso di inosservanza, è prevista a loro carico una responsabilità per i danni causati alla società, ai creditori sociali, ai singoli soci e ai terzi.

Durante la liquidazione i liquidatori devono predisporre il bilancio e presentarlo per l’approvazione all’assemblea dei soci. Nella relazione i liquidatori devono illustrare l’andamento della liquidazione e le sue prospettive, inoltre, devono indicare e motivare i criteri adottati per valutare il patrimonio della società.

Al termine della liquidazione i liquidatori devono redigere e sottoscrivere il bilancio finale di liquidazione della società, indicando nel piano di riparto la percentuale dell’eventuale attivo netto che spetta a ciascun socio.

Il bilancio finale di liquidazione è soggetto al deposito presso l’ufficio del registro delle imprese ed entro 90 giorni ciascun socio può presentare uno o più reclami in contraddittorio con i liquidatori.

Se nel termine indicato non sono stati presentati dei reclami il bilancio finale di liquidazione si intende approvato e produce la liberazione dei liquidatori nei confronti dei soci e la distribuzione dell’attivo residuo tre soci.

Dopo l’approvazione del bilancio finale i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dalle registro delle imprese, che produce l’estinzione della società; dopo la cancellazione dei creditori che non sono stati soddisfatti possono agire nei confronti dei soci, ma solo nei limiti di quanto hanno ricevuto nella liquidazione.

Terminata la liquidazione i libri sociali devono essere depositati e conservati per 10 anni presso l’ufficio del registro delle imprese.

LA TRASFORMAZIONE (art. 2498 ss.)

“La trasformazione ricorre quando una società di un determinato tipo assume una forma giuridica diversa.”

Essa produce soltanto una modificazione dell’atto costitutivo di una società e dà luogo alla conservazione dei diritti e degli obblighi e alla continuazione di tutti i rapporti giuridici anteriori alla trasformazione.

L’atto di trasformazione di una società (atto pubblico) è sottoposto alle stesse formalità e agli stessi adempimenti pubblicitari previsti dalla legge per lato costitutivo del tipo di società prescelto ed è efficace soltanto dal momento della esecuzione dell’ultimo adempimento pubblicitario richiesto dalla legge.

L’iscrizione nel registro delle imprese produce la sanatoria delle eventuali cause di invalidità dell’atto di trasformazione: dopo che è stata effettuata la pubblicità legale, infatti, non può più essere dichiarata l’invalidità di tale atto.

La legge prevede i seguenti tipi di trasformazione:

  • la trasformazione di una società di persone in una società di capitali. Il capitale della nuova società deve essere calcolato, con una relazione giurata di stima, in base al valore attuale del patrimonio della società trasformata. In seguito alla trasformazione ciascun socio della nuova società ha diritto all’assegnazione di un numero di azioni o di una quota proporzionale al valore della sua quota di partecipazione nella precedente società. Per effetto della trasformazione di soci illimitatamente responsabili della società di persone non sono liberati per le obbligazioni sociali anteriori alla trasformazione, salvo il consenso dei creditori;
  • la trasformazione di una società di capitali in una società di persone. Gli amministratori della società devono redigere una relazione, che deve essere depositata in copia presso la sede sociale almeno 15 giorni prima e rimanervi depositata fino alla data dell’assemblea convocata per deliberare la trasformazione, in modo che i soci possano prenderne visione e ottenerne gratuitamente una copia;

In seguito alla trasformazione ciascun socio ha diritto all’attribuzione di una partecipazione proporzionale al valore della quota che aveva nella precedente società;

  • la trasformazione cosiddetta eterogenea di una società di capitali in un ente diverso da una società. Questo ente diverso da una società può essere:
    • un consorzio e/o una società consortile;
    • una società cooperativa e/o di tipo mutualistico;
    • una comunione di azienda;
    • un’associazione non riconosciuta e/o una fondazione.
  • la trasformazione eterogenea di un ente diverso da una società in una società di capitali.

In una trasformazione eterogenea è necessario garantire una tutela particolare ai creditori. Pertanto una trasformazione eterogenea ha effetto soltanto dopo 60 giorni dall’ultima iscrizione, a meno che non risulti il consenso dei creditori o il pagamento integrale dei creditori che non hanno dato il loro consenso; entro questo termine i creditori che si ritengono danneggiati possono fare opposizione contro la trasformazione.

LA FUSIONE (art. 2501 ss.)

“ La fusione si verifica quando due o più società si uniscono tra loro, formando un’unica società.”

Può venire per unione o per incorporazione:

  • nella fusione per unione di due o più società costituiscono una società che sostituisce le società precedenti;
  • nella fusione per incorporazione, una società assorbe l’altra o le altre che si distinguono.

La fusione può anche riguardare una o più società in liquidazione, purché non sia già iniziata la distribuzione dell’attivo tra i soci, o sottoposte a una procedura concorsuale.

In seguito alla fusione, coloro che avevano una partecipazione nella società o nelle società che si distinguono diventano soci della nuova società.

Una fusione può consentire una razionalizzazione del processo produttivo e una riduzione dei costi di gestione; in alcuni casi, però, la fusione tra due o più società può essere diretta a realizzare una concentrazione tra imprese e a ottenere un aumento dei profitti.

Il procedimento di fusione comprende:

  • gli adempimenti preliminariche comprendono la predisposizione, l’iscrizione e il deposito (30 giorni prima della decisione presso l’ufficio del registro delle imprese) dei seguenti documenti:
    • un progetto di fusione, con gli elementi prescritti dalla legge (tipo, denominazione,…);
    • la situazione patrimoniale delle società (redatta con l’osservanza delle norme in materia di bilancio);
    • una relazione illustrativa, diretta a esporre e a giustific. il progetto di fusione e il rapporto di cambio.
  • l’approvazione del progetto di fusione (società di persone = maggioranza economica / società di capitali = maggioranza richiesta per le modificazioni dell’atto costitutivo). La legge consente di apportare delle modificazioni al progetto di fusione soltanto se non incidono sui diritti dei soci o dei terzi;
  • il deposito e l’iscrizione nel registro delle imprese della decisione sulla fusione (entro 30 giorni). I creditori e gli obbligazionisti delle società partecipanti alla fusione possono fare opposizione contro la fusione (entro 60 giorni dall’ultima iscrizione) se ritengono di esserne danneggiati;
  • l’esecuzione della fusione tra le società, se non sono state presentate delle opposizioni; se sono state presentate delle opposizioni, invece, la fusione non può essere eseguita fino alla decisione del tribunale.

La fusione può essere eseguita anche prima della scadenza del termine, se risulta il consenso di tutti i creditori e/o il pagamento integrale dei creditori che non hanno dato il loro consenso.

La società risultante dall’unione o quella incorporante acquistano i diritti assumono gli obblighi delle società partecipanti alla fusione e subentrano in tutti i rapporti giuridici, anche processuale, precedenti alla fusione; inoltre la fusione non produce la liberazione dei soci illimitatamente responsabili delle società unite o incorporate per l’obbligazione sociali anteriori alla fusione.

Secondo la giurisprudenza la fusione realizza una vera e propria successione a titolo universale e l’eventuale invalidità di tale atto non può più essere dichiarata dopo che sono state eseguite le iscrizioni previste dalla legge.

LA SCISSIONE (art. 2506 ss.)

“ La scissione si verifica quando una società attribuisce totalmente o parzialmente il suo patrimonio ad altre società, preesistenti o di nuova costituzione, attribuendo ai propri soci le loro azioni o quote.”

Gli amministratori delle società che partecipano alla scissione devono redigere un progetto di scissione non che la situazione patrimoniale della società è una relazione illustrativa; inoltre uno o più esperti devono redigere una relazione giurata sulla congruità del rapporto di cambio tra le azioni o quote della società scissa e le azioni o quote delle società beneficiarie.

Il procedimento di scissione è disciplinato con un rinvio espresso alle norme sulla fusione.

A tutela dei creditori è disposto espressamente che anche dopo la scissione le società partecipanti all’operazione sono responsabili in solido per i debiti della società scissa quando non sono stati soddisfatti dalla società stessa o dalle società a cui sono stati trasferiti.

La cessione di una società può venire:

  • con l’attribuzione ad alcuni soci di azioni o quote della società scissa, anziché della società o delle società beneficiarie della scissione (è necessario il consenso di tutti i soci);
  • con l’attribuzione ai soci di quote anche non proporzionale al valore della partecipazione nella società scissa.

Una figura distinta dalla scissione è la cosiddetta scorporazione d’azienda che ricorre quando le azioni o le quote di una società non vengono assegnati ai soci alla stessa società che ha effettuato il conferimento.[/member]


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