La società per azioni: le azioni e le obbligazioni

Le azioni (titoli di credito) sono le quote del capitale sociale che vengono assegnate ai singoli soci.

[member]Le azioni di una società sono indivisibili: se più persone divengono comproprietari di un’azione devono nominare a maggioranza un rappresentante comune per l’esercizio dei diritti incorporati nell’azione.

Una società può creare delle azioni con un valore nominale, corrispondente a una frazione del capitale sociale, o senza un valore nominale; in questo caso la misura della partecipazione è data dal rapporto tra il numero complessivo delle azioni e il numero delle azioni che sono posseduto dal singolo socio.

Di regola le azioni di una S.p.A. vengono assegnate in proporzione ai conferimenti dei soci; lo statuto però può prevedere un criterio diverso di assegnazione delle azioni fermo restando che il valore complessivo dei conferimenti non sia inferiore all’ammontare del capitale sociale.

I titoli azionari emessi devono contenere le seguenti indicazioni:

  • le generalità della società;
  • il valore nominale o il numero complessivo delle azioni e l’ammontare del capitale sociale;
  • gli eventuali diritti e obblighi particolari connessi.

Le azioni devono essere sottoscritte da un amministratore e possono essere nominative (intestate a una persona) o al portatore (solo se sono interamente liberate).

Il trasferimento delle azioni al portatore avviene mediante la consegna del titolo all’acquirente, che a questa la legittimazione a esercitare i diritti sociali in base al semplice possesso del titolo.

Di regola le azioni nominative vengono trasferite all’acquirente mediante una girata, cioè con una dichiarazione scritta autenticata dal notaio; la girata attribuisce la legittimazione a esercitare i diritti sociali.

Nel caso di mancata emissione dei certificati azionari il trasferimento dei titoli dematerializzate è efficace nei confronti della società dall’annotazione nel libro dei soci.

Di solito le azioni sono trasferibili liberamente, però, lo statuto di una società può prevedere alcune condizioni per il trasferimento delle azioni o anche un divieto di trasferimento, ma soltanto per un periodo non superiore a cinque anni.

Lo statuto di una società per azioni può contenere:

  • una clausola di prelazione, cedere azioni a un terzo dopo averle offerte inutilmente agli altri soci;
  • una clausola di gradimento, quando l’acquisto della qualità di socio da parte di un terzo è subordinato al gradimento dell’assemblea.

Non è consentita una clausola di esclusione completa della circolazione delle azioni.

LE CATEGORIE DI AZIONI

Di solito le azioni emesse da una società sono azioni ordinarie (uguali diritti), ma lo statuto può prevedere anche delle categorie di azioni particolari fornite di diritti diversi.

In particolare, le azioni speciali previste espressamente dalla legge sono:

  • Le azioni di risparmio, che possono essere emesse soltanto da società quotate in mercati regolamentati e possono essere al portatore se non appartengono agli amministratori, ai sindaci o ai direttori generali della società. Di regola i loro possessori hanno alcuni privilegi di carattere economico nella misura stabilita nello statuto della società, ma non hanno diritto di voto. Il valore complessivo delle azioni di risparmio e delle eventuali azioni a voto limitato non deve mai superare la metà del capitale sociale; in caso contrario si produce lo scioglimento della società;
  • Le azioni con prestazioni accessorie, che possono essere create da una società quando l’atto costitutivo prevede l’obbligo di eseguire delle prestazioni accessorie a carico di alcuni soci. Queste devono contenere l’indicazione degli obblighi particolari e hanno un carattere strettamente personale: il loro trasferimento può avvenire soltanto con il consenso degli amministratori;
  • Le azioni a favore dei dipendenti (azionariato popolare – compartecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa), che possono essere assegnate gratuitamente da una S.p.A. ai propri dipendenti come una forma di partecipazione agli utili. L’assegnazione gratuita di nuove azioni ai dipendenti avviene mediante un aumento del capitale sociale (storno del fondo di riserva). Più frequenti però sono le offerte ai dipendenti di azioni ordinarie a pagamento, a un prezzo particolarmente conveniente, che non includono il diritto di voto;
  • Le azioni di godimento, che possono essere emesse da una società nel caso di una riduzione volontaria del capitale; se il valore nominale delle azioni è inferiore a quello reale i soci che vengono rimborsati sono danneggiati dal punto di vista economico, e per compensarli del danno subito, la società decide di assegnare loro delle azioni di godimento.

I diritti dei possessori delle azioni di godimento sono limitati, in quanto

  • partecipano a distribuzione di utili e liquidazione del patrimonio dopo i possessori delle azioni ordinarie;
  • non hanno diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della società.

I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DEI SOCI

I principali diritti che derivano dalla partecipazione a una società per azioni sono:

  • Il diritto agli utili e alla quota di liquidazione, che è un diritto fondamentale del socio di una S.p.A.; a differenza delle società di persone, il socio di una società per azioni non ha un vero proprio diritto alla distribuzione integrale degli utili, perché è l’assemblea ordinaria che delibera sulla distribuzione degli utili ai soci, quando approva il bilancio. La legge pone alcuni limiti alla distribuzione degli utili per evitare che la società riduca le garanzie per i creditori sociali. In particolare, è stabilito un divieto:
  1. se si tratta di utili fittizi (utili che la società non ha ottenuto);
  2. se vi è stata una perdita del capitale sociale, fino a quando la società non proceda alla reintegrazione.
  • Il diritto d’opzione, che è un diritto spettanti ai soci in fase di aumento del capitale sociale di emissione di obbligazioni convertibili; con tale diritto si tutela l’interesse dei soci di una società di non diminuire il loro peso all’interno della società, e spetta a ciascun socio in proporzione alle azioni possedute.
  1. è escluso per le azioni o le obbligazioni convertibili destinate a essere liberate con specifici conferimenti;
  2. può essere escluso o limitato se lo esige l’interesse della società.

I soci che esercitano il diritto d’opzione hanno un diritto di prelazione sulle azioni e sulle obbligazioni convertibili che non vengono acquistate dagli altri soci.

  • Il diritto di intervento e di voto nell’assemblea. Ogni azione attribuisce il diritto a un pozzo e non sono ammesse azioni con voto plurimo. Tuttavia lo statuto di una società può prevedere:
  1. la creazione di azioni senza diritto di voto e di azioni con voto limitato ad alcune materie;
  2. la limitazione del n° massimo dei voti che può avere uno stesso soggetto, o lo scaglionamento del voto.

Sono connesse al diritto di partecipazione all’assemblea anche la richiesta di convocazione dell’assemblea e la impugnazione delle deliberazioni annullabili, che è attribuita a tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale.

  • Il diritto di ispezione e di controllo, in particolare il diritto di:
  1. esaminare il libro dei soci il libro delle assemblee dei soci a proprie spese;
  2. prendere visione del progetto di bilancio prima della sua approvazione;
  3. presentare una denuncia al collegio sindacale fatti relativi alla gestione della società.

Tanti soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale sociale possono presentare una denuncia al tribunale relativa a gravi irregolarità da parte degli amministratori. L’obbligo fondamentale dei soci è l’obbligo di conferimento cioè di effettuare il conferimento sono stati promessi nell’atto costitutivo.

LE OBBLIGAZIONI

Per finanziare la propria attività una società per azioni può ricorrere anche alla emissione di obbligazioni, che sono titoli di credito che incorporano l’impegno della società di pagare un interesse e di restituire, a una data scadenza, la somma di denaro ricevuta in prestito.

Le obbligazioni sono titoli monetari e possono essere nominative o al portatore.

Ogni obbligazione emessa da una società deve contenere le seguenti elementi:

  • la società emittente, con il capitale sociale e le riserve al momento dell’emissione;
  • la data della deliberazione di emissione e della sua iscrizione nel registro delle imprese;
  • l’ammontare complessivo delle condizioni del prestito.

In caso di obbligazioni convertibili in azioni, inoltre, sul titolo devono essere indicati il rapporto di cambio e le modalità della conversione.

L’emissione delle obbligazioni è di competenza degli amministratori della società; la deliberazione di emissione delle obbligazioni può essere eseguita soltanto dopo l’iscrizione nel registro delle imprese.

Una società non può emettere obbligazioni per una somma complessiva superiore al doppio del valore del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili, tranne quando sono garantite da ipoteche su beni immobili dello Stato. In casi particolari inoltre il governo può autorizzare una società per azioni a emettere delle obbligazioni, per motivi di interesse nazionale, anche oltre il limite stabilito dalla legge.

I principali diritti riconosciuti a un obbligazionista sono:

  • il diritto al pagamento degli interessi nella misura stabilita dalla soc. al momento dell’emissione del prestito;
  • il diritto al rimborso del capitale a scadenza;
  • il diritto alla conversione in azioni se si tratta di obbligazioni.

I diritti patrimoniali degli obbligazionisti possono essere subordinati alla preventiva soddisfazione di altri creditori della società e il pagamento degli interessi può essere collegato a parametri oggettivi (andamento della gestione).

Le obbligazioni convertibili attribuiscono all’obbligazionisti alla facoltà di sostituire le obbligazioni con azioni della Società, in base a un determinato rapporto di cambio.

La deliberazione di emissione di obbligazioni convertibili, di competenza dell’assemblea straordinaria, richiede anche una deliberazione di aumento del capitale sociale.

LE VARIAZIONI E LA TUTELA DEL CAPITALE SOCIALE

LE VARIAZIONI DEL CAPITALE SOCIALE

Le variazioni del capitale sociale di una società per azioni costituiscono una modificazione dell’atto costitutivo della società; le variazioni sono di competenza dell’assemblea straordinaria e sono sottoposte al deposito nel registro delle imprese. L’aumento del capitale di una S.p.A. può essere gratuito (quando non richiede nuovi conferimenti poiché deriva dall’imputazione a capitale di riserve o di fondi disponibili) o a pagamento (quando comporta nuovi conferimenti da parte dei soci – emissione di nuove azioni offerte in opzione ai soci). Non si può procedere ad aumentare il capitale sociale fino a quando le azioni già emesse non sono state interamente liberate.

Lo statuto può attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale sociale o di emettere delle obbligazioni convertibili fino a un determinato ammontare e per il periodo massimo di cinque anni dall’iscrizione della società.

La riduzione del capitale sociale può essere una riduzione obbligatoria o facoltativa/volontaria.

La riduzione obbligatoria ricorre nel caso di gravi perdite derivanti dall’attività della società ed è diretta ad adeguare il valore nominale al valore reale del patrimonio sociale. Se il capitale della società è diminuito di oltre un terzo gli amministratori devono convocare l’assemblea dei soci per i provvedimenti opportuni. L’assemblea può anche decidere di non deliberare subito la riduzione del capitale sociale, ma la riduzione diviene obbligatoria se, entro la fine dell’esercizio successivo, la perdita non è diminuita a meno di un terzo del capitale sociale.

Se il capitale di una società per azioni diminuisce al di sotto del minimo legale, gli amministratori devono convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale sociale e il contemporaneo aumento del capitale sociale almeno ha un valore uguale al minimo previsto dalla legge oppure la trasformazione della società per azioni in una società di un altro tipo. Se l’assemblea non provvede alla ricostruzione del capitale sociale si verifica automaticamente lo scioglimento della società.

La riduzione facoltativa del capitale di una S.p.A. si può avere nel caso di perdite non gravi o per volontà dei soci.

Se la perdita subita dalla società non supera un terzo del capitale sociale, la riduzione soltanto facoltativa ma gli eventuali utili ottenuti dalla società non possono essere distribuiti ai soci.

Entro 90 giorni dalla sua iscrizione nel registro delle imprese e i creditori sociali possono fare opposizione contro la deliberazione di riduzione volontaria del capitale sociale, che diminuisce le loro garanzie patrimoniali: la società pertanto può eseguir la riduzione soltanto dopo 90 giorni dall’iscrizione, se non sono state presentate delle opposizioni.

L’INTEGRITÀ DEL CAPITALE SOCIALE

Una società per azioni può acquistare delle azioni proprie o di altre società e può sottoscrivere il capitale sociale di una nuova società o gli aumenti di capitale di un’altra società.

La legge pone alcuni limiti all’acquisto di proprie azioni stabilendo che:

  • la questo può avvenire solo con un’autorizzazione dell’assemblea, che ne stabilisce le modalità, e può riguardare soltanto azioni interamente liberate;
  • il valore complessivo delle azioni proprie acquistate non può mai superare il 10% del capitale sociale;
  • le azioni devono essere acquistate con utili distribuibili o con riserve disponibili.

Queste limitazioni non si applicano quando non vi è il pericolo di una riduzione occulta del capitale della società, in quanto l’acquisto delle proprie azioni avviene in seguito a una deliberazione di riduzione del capitale sociale.

Se una società ha acquistato delle proprie azioni in violazione delle norme stabilite dalla legge, di regola deve procedere entro un anno alla loro alienazione con le modalità indicate dall’assemblea oppure l’assemblea stessa deve procedere senza indugio al loro annullamento e alla riduzione del capitale sociale in misura corrispondente.

La legge stabilisce un divieto di disposizione delle azioni da parte degli amministratori, senza un’autorizzazione dell’assemblea che ne stabilisca le modalità, e la sospensione del diritto di voto delle azioni fino a quando restano di proprietà della società. In ogni caso è stabilito un divieto di sottoscrizione delle proprie azioni, da parte della società emittente, in sede di costituzione della società o di aumento del capitale sociale.

LE SOCIETÀ CONTROLLATE E COLLEGATE

La legge qualifica espressamente come società controllate:

  • le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti nell’assemblea ordinaria o comunque di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante;
  • le società nelle quali un’altra società esercita un’influenza dominante per particolari vincoli contrattuali.

Nelle società controllate sono stabiliti alcuni limiti alle partecipazioni incrociate. L’acquisto di azioni o quote della società controllante da parte della società controllata è subordinato alle medesime condizioni stabilite dalla legge per l’acquisto di azioni proprie e comunque con il limite massimo del 10% del capitale sociale della società controllante; è previsto inoltre un divieto di sottoscrizione di azioni o quote della società controllante da parte della controllata.

In caso di violazione di questi divieti è prevista l’alienazione entro un anno dall’acquisto oppure l’annullamento.

Sono società collegate le società nelle quali un’altra società esercita un’influenza notevole (1/5 dei voti nell’assemblea).

Per evitare un “gonfiamento” puramente contabile del capitale sociale senza un aumento corrispondente del patrimonio sociale, la legge stabilisce un divieto di sottoscrizione reciproca di azioni con un’altra società al momento della costituzione di una società per azioni o in sede di aumento del suo capitale sociale.[/member]


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