La società per azioni: la contabilità

LA SOCIETÀ PER AZIONI: LA CONTABILITÀ

LE SCRITTURE CONTABILI (art. 2214 ss.)

Una società per azioni deve tenere le seguenti scritture contabili obbligatorie per gli imprenditori commerciali:

  • il libro giornale;
  • il libro degli inventari;
  • le altre scritture contabili richieste per la natura o le dimensioni dell’impresa sociale;
  • i libri sociali che svolgono la funzione di documentare i principali atti/fatti riguardanti l’attività della società:
    • il libro dei soci, nel quale devono essere indicati il numero delle azioni emesse dalla società, la generalità dei titolari delle azioni nominative, i trasferimenti o i vincoli sulle azioni e i versamenti già eseguiti;
    • il libro delle obbligazioni, che indica l’ammontare delle obbligazioni emesse e rimborsate con la generalità degli obbligazionisti;
    • il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti;
    • il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee dei soci (con verbali = atto pubblico);
    • il libro delle adunanze e delle deliberazioni degli amministratori;
    • il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di controllo;
    • il libro degli altri strumenti finanziari eventualmente emessi dalla società.

[member]Di regola la tenuta dei libri sociali è un compito degli amministratori, tranne quelli relativi all’organo di controllo e all’assemblea degli obbligazionisti che devono essere tenuti dai rispettivi organi.

I libri sociali sono soggetti a particolari formalità (numerati progressivamente, bollati in ogni foglio da un notaio…).

La legge riconosce un diritto di ispezione e di controllo molto limitato sui libri di una società per azioni: ciascun socio può esaminare soltanto il libro dei soci e il libro delle assemblee ottenendone degli estratti a proprie spese. Diritti analoghi li ha il rappresentante degli obbligazionisti per il libro delle obbligazioni e delle assemblee dei soci.

Al di fuori dell’ipotesi indicate tassativamente dalla legge, i soci e i terzi non possono consultare i libri sociali e le altre scritture contabili di una S.p.A.; questi documenti invece possono essere esaminati, anche individualmente, dai componenti del collegio sindacale e dal soggetto incaricato del controllo contabile.

IL BILANCIO D’ESERCIZIO (art. 2423 ss.)

Il bilancio d’esercizio di una S.p.A. è un documento giuridico contabile che evidenzia sia gli elementi attivi e passivi del patrimonio della società alla chiusura di ogni esercizio, sia i ricavi e i costi economici.”

Esso comprende:

  • lo stato patrimoniale;
  • il conto economico;
  • la nota integrativa.

Per garantire la funzione informativa del bilancio la legge stabilisce una clausola secondo cui il bilancio deve essere redatto con chiarezza e rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione della società e il risultato economico (clausola del quadro fedele). Il rispetto di tale clausola è assicurato da:

  • il principio della prudenza e della continuità della gestione;
  • il principio di competenza (tener conto di tutti gli atti/fatti di competenza indipendentemente dalla data di effettivo incasso o pagamento);
  • il principio della costanza dei criteri di valutazione che non possono essere modificati da un esercizio all’altro se non in casi eccezionali.

Il bilancio di una S.p.A. risulta suddiviso in raggruppamenti successivi (categorie, classi, voci e sottovoci) e le singole voci o partite devono essere iscritte nell’ordine indicato e separatamente.

Le voci del bilancio possono essere suddivise ulteriormente o possono essere raggruppate quando ciò non pregiudichi la verità del bilancio o la favorisca la chiarezza.

Nello stato patrimoniale del bilancio viene adottato un sistema a sezioni contrapposte.

La sezione dell’attivo comprende gli impieghi del capitale:

  • i crediti verso soci;
  • Le immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie;
  • l’attivo circolante (rimanenze, crediti, disponibilità liquide, ecc.);
  • i ratei attivi e i risconti attivi.

Le voci dell’attivo devono essere iscritte nel bilancio al netto delle cosiddette rettifiche di valore (ammortamento).

La sezione del passivo comprende le fonti del capitale:

  • il patrimonio netto, nel quale rientrano il capitale sociale e le riserve;
  • i fondi per rischi e oneri;
  • il trattamento di fine rapporto per i lavoratori subordinati;
  • i debiti verso terzi e verso soci;
  • i ratei passivi e i risconti passivi.

In calce allo stato patrimoniale devono essere indicati anche i conti d’ordine e le garanzie personali o reali prestate dalla società (fideiussioni, avalli, ipoteche).

Il conto economico, che deve rappresentare il risultato economico dell’ultimo esercizio, è redatto in forma scalare, e concorrono a formare tale elemento del bilancio:

  • il valore della produzione (ricavi delle vendite di beni e di prestazioni di servizi) e da altri ricavi e proventi;
  • i costi della produzione, classificati secondo la loro natura economica (acquisto di materie prime, servizi…);
  • I risultati della gestione finanziaria, costituiti dai proventi e degli oneri finanziari e dalle rettifiche di valore delle attività finanziarie al termine dell’esercizio;
  • i proventi e oneri straordinari (sopravvenienze attive o passive, plusvalenze o minusvalenze).

Nel conto economico non devono essere più indicate separatamente le esistenze iniziali e le rimanenze finali dei prodotti e delle materie prime, ma soltanto la loro differenza.

La differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione, aumentata o diminuita della somma algebrica dei proventi e degli oneri finanziari e straordinari, dà il risultato prima delle imposte; sottraendo da questo le imposte sul reddito dell’esercizio si ottiene il risultato dell’esercizio, cioè l’utile.

Le società non quotate possono redigere il bilancio in forma abbreviata, cioè in modo più sintetico. In tale bilancio lo stato patrimoniale e la nota integrativa sono più snelli e sono concessi alcuni raggruppamenti di voci anche nel CE.

Al bilancio deve essere allegata una relazione degli amministratori sulla gestione, che deve evidenziare la situazione della società e l’andamento della gestione nel suo complesso e nei diversi settori. La funzione di informazione contabile è svolta dalla nota integrativa che è un documento autonomo e costituisce una parte integrante del bilancio.

IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE, DI APPROVAZIONE E DI PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO

Il progetto di bilancio di una S.p.A. deve essere redatto ogni anno, alla chiusura dell’esercizio, dagli amministratori. Almeno 30 giorni prima dell’assemblea, gli amministratori devono provvedere alla comunicazione del progetto di bilancio e della relazione sulla gestione al collegio sindacale che con il soggetto incaricato del controllo contabile devono predisporre una relazione sui risultati dell’esercizio sociale e sull’attività svolta.

Tutto ciò deve poi essere depositato in copia presso la sede della società almeno 15 giorni prima dell’assemblea e deve rimanervi depositato fino a quando non venga approvato.

Presso la sede sociale, inoltre, devono essere depositate anche le copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio delle società collegate.

Di regola il bilancio deve essere approvato entro il termine previsto dallo statuto o, al più tardi, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale; lo statuto però può prevedere un termine maggiore. In ogni caso il bilancio deve essere approvato entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

La deliberazione di approvazione di un bilancio irregolare è annullabile, mentre la deliberazione di approvazione di un bilancio falso è nulla.

Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio gli amministratori devono provvedere al deposito presso l’ufficio del registro delle imprese di una copia del bilancio, con le relazioni allegate e il verbale di approvazione dell’assemblea.

IL BILANCIO CONSOLIDATO

“Il bilancio consolidato è un bilancio che espone la situazione patrimoniale-finanziaria e il risultato economico di un gruppo di imprese considerate, dal punto di vista contabile, come un’unica impresa.”

In particolare, l’obbligo di consolidamento del bilancio riguarda:

  • le società di capitali che hanno il controllo di un’altra impresa o di altre imprese;
  • gli enti pubblici economici e le società mutualistiche che hanno il controllo di una o più società di capitali.

Sono esonerati dall’obbligo in esame la società controllanti che, insieme con la società controllate, non superano per due esercizi consecutivi i limiti previsti dalla legge salvo che l’impresa controllante o una delle imprese controllate abbiano emesso dei titoli quotati in un mercato regolamentato.

In generale la struttura e il contenuto del bilancio consolidato sono quelli previsti dalla legge per il bilancio di esercizio delle imprese incluse nel consolidamento. La redazione del bilancio consolidato di una società per azioni tuttavia richiede alcuni adeguamenti contabili (devono essere eliminati gli elementi di conto derivanti da rapporti o da operazioni effettuate tra le imprese del gruppo).

Il bilancio consolidato è sottoposto al controllo del collegio sindacale il cui esito delle risultare da un’apposita relazione, è all’approvazione dell’assemblea ordinaria.

Il bilancio consolidato svolge essenzialmente una funzione informativa.[/member]


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