Il sottosviluppo e la povertà

“Un paese in condizioni di sottosviluppo quando, malgrado la disponibilità potenziale di risorse e di tecnologie adeguate, non riesce a produrre un flusso di beni e servizi corrispondenti ai bisogni reali minimi e alle aspettative di progresso della popolazione.”

[member]Nella definizione sono presenti tre distinti concetti:

  1. povertà (mancanza di risorse umane e naturali e soddisfacimento dei soli standard minimi di esistenza;
  2. sottosviluppo (carenza di produzione e di ricchezza rispetto alle risorse disponibili potenziali);
  3. arretratezza (presa di coscienza del proprio ritardo rispetto ai paesi progrediti).

La definizione fornita presenta, però, due limiti:

  1. il sottosviluppo si esprime come comparazione fra le condizioni economiche di differenti realtà trasferendo sui paesi considerati sottosviluppati i parametri e le categorie interpretative utilizzati per definire sviluppati altri paesi. In tal modo si rischia di perdere di vista il problema di quale sviluppo sia desiderabile in quanto idoneo ad assicurare il benessere sociale;
  2. il concetto di sottosviluppo non tiene conto del diverso approccio che può aversi con riferimento al rapporto uomo-natura e lavoro-tempo libero (sviluppo come crescita del benessere materiale).

GLI INDICATORI DEL SOTTOSVILUPPO

L’indicatore più utilizzato in passato per stabilire il grado di sottosviluppo di un paese è il PIL pro-capite, che però non tiene conto delle diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza e trascura il valore dei beni e servizi scambiati al di fuori del mercato. Per questi motivi si usa integrare il PIL pro-capite con altri indicatori di sottosviluppo (vita media o la speranza di vita alla nascita, i tassi di mortalità infantile…).

LE CAUSE DEL SOTTOSVILUPPO

L’esistenza di aree di sottosviluppo economico può essere attribuita a diverse cause, naturali e umane.

CAUSE NATURALI. Mancanza di risorse energetiche o di materie prime, scarsa produttività dei suoli, difficili condizioni climatiche ecc. Tutto questo, però, non vale per la maggior parte dei paesi arretrati, che sono ricchi di minerali o di fonti di energia e che non sono penalizzati sotto il profilo climatico.

ECCESSO DI POPOLAZIONE (o pressione demografica). Popolazione permanentemente in eccesso rispetto alle risorse disponibili. Ciò è limitabile adottando severe misure finalizzate al controllo delle nascite (come per esempio avviene in Cina). C’è anche chi dice che l’eccesso di popolazione rappresenta una conseguenza del sottosviluppo ed è possibile rimuoverla soltanto dopo che un paese ha superato la propria condizione di arretratezza.

COLONIALISMO. Dominazione di estese aree dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina da parte di poche potenze occidentali. Con lo sfruttamento causato dal colonialismo molte nazioni africane, latinoamericane e asiatiche, naturalmente ricche, sono state impoverite favorendo l’arricchimento del Nord del mondo.

NEOCOLONIALISMO. Dopo il secondo conflitto mondiale, i governi dei paesi ex coloniali hanno operato in modo da mantenere fecondi rapporti con le precedenti colonie, offrendo aiuti, assistenza…, e istituendo con essi lucrosi accordi commerciali. Da ciò è derivata la prosecuzione dello sfruttamento caratteristico delle epoche passate, che ha impedito ai paesi interessati, di svilupparsi. Inoltre, la maggior parte dei paesi sottosviluppati ha una struttura produttiva orientata in netta prevalenza sulla monocultura o sulla monoproduzione. Questo particolare assetto fa sì che il paese sia costretto ad accettare le condizioni imposte dai paesi ricchi con i quali commercia.

LE CONSEGUENZE DEL SOTTOSVILUPPO

Tra le conseguenze del sottosviluppo figurano principalmente la denutrizione e il lavoro minorile.

  • La denutrizione comporta la carenza soprattutto di vitamine e di proteine, col risultato che i bambini risultano assai più esposti alle malattie infettive e parassitarie, anche perché essa è quasi sempre associata all’esistenza di condizioni igienico-sanitarie precarie.

Gli esperti valutano che un organismo necessita di almeno 2500 cal giornaliere ed è stato calcolato che oltre mezzo miliardo di persone ha un apporto calorico inferiore alle 1500 cal, e almeno un altro mezzo miliardo non supera le 2000 (denutrizione grave e diffusa). La situazione è resa ancor più grave dal fatto che a causa delle esigenze avvertite in prevalenza nei paesi del Nord del mondo, la disponibilità di cereali (alimento principale) nei paesi del sud del mondo risultano assai minore di quanto sarebbe necessario per un’adeguata alimentazione delle relative popolazioni.

  • I bambini minori di 14 anni che lavorano sarebbero non meno di 250 milioni e riceverebbero in gran parte nei paesi a economia arretrata. Nelle zone del sottosviluppo i bambini vengono adibiti a diverse occupazioni e spesso vengono trattati come veri e propri schiavi e sottoposti a violenze.

In diversi paesi del sottosviluppo molti bambini vengono utilizzati in agricoltura e nell’allevamento del bestiame (Bangladesh); in altri paesi è più frequente il loro utilizzo nelle lavorazioni artigianali e industriali (estrazione di minerali – Africa e America latina – lavorazione dei tappeti – Marocco, Pakistan, Iran – lavorazione del vetro – India – …)

Una consistente quota di lavoro minorile è avviata alla prostituzione e allo sfruttamento sessuale (Filippine, Thailandia, India, Brasile…); altri mestieri di strada sono la mendicità, il recupero dei rifiuti, ecc. Da ultimo, non va dimenticato lo sfruttamento dei minori in famiglia da parte degli stessi genitori o dei parenti prossimi (ricerca di acqua o di legname o la cura sistematica dei fratelli minori o di persone anziane).[/member]


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