Il Neoclassicismo

Il Neoclassicismo è una corrente letteraria che si sviluppa in Europa e in Italia nella seconda metà del Settecento. [member]Il nome stesso suggerisce una correlazione con relativa ripresa degli elementi del classismo, la tendenza letteraria umanistico-rinascimentale tra il Quattrocento e il Cinquecento.

Il Neoclassicismo è una cultura che riprende come modello artistico-letterario il mondo classico inteso come solo mondo greco in quanto gli aspetti di origine romana vengono posti in secondo piano. Il termine classicismo infatti indica il recupero e l’imitazione dell’età classica. Le statue greche, ad esempio, esprimono una bellezza ideale, talmente perfetta da poter essere solo fonte di ispirazione e oggetto di imitazione.

La corrente del Neoclassicismo nasce in seguito alle scoperte archeologiche nei pressi di Pompei e di Ercolano, alle pendici del Vesuvio (Napoli). In questo sito archeologico vengono alla luce due statue: l'”Apollo del Belvedere” e il “Gruppo del Laocoonte” si mostrano in tutta la loro bellezza dopo secoli in cui sono stati sotto metri di detriti prodotti dall’eruzione esplosiva del vulcano. I due reperti vengono immediatamente studiati da un archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann. Nel 1755 Winckelmann pubblica “Pensieri sull’imitazione dei greci nella pittura e nella scultura”, nel 1764 l’opera più importante “Storia dell’arte dell’antichità“, nel 1766 “Dell’arte del disegno presso i greci e della bellezza”. Winckelmann, con le sue opere, codifica e pone le regole del Neoclassicismo. Egli elabora questi principi basandosi sullo studio delle due statue ritrovate: riteneva che risalissero al V secolo a.C. mentre in realtà venne dimostrato che erano delle copie. La teorizzazione del Neoclassicismo comunque non viene intaccata nonostante le statue si fossero rilevate solamente delle copie.

I principi elaborati da Winckelmann sono i seguenti:

  • le opere dei greci esprimono una bellezza ideale, assolutamente perfetta. Essa non è una semplice imitazione ma una trasfigurazione della realtà la quale viene addirittura migliorata;
  • la bellezza ideale è un prodotto dell’intelletto e dell’interiorità dell’artista: elemento spirituale. La materia (marmo ad esempio) è lo strumento necessario a cui l’artista deve adeguarsi per rendere visibile l’opera d’arte. La bellezza però non è materia! Questo discorso evidenzia bene le differenze con il barocco il quale sosteneva come unico concetto in comune proprio che l’arte è elemento dell’abilità dell’artista.
  • la bellezza mantiene i caratteri espressi dai classicisti del Quattrocento: deve essere armonica in quanto tutte le parti dell’opera devono essere in accordo tra loro, deve essere equilibrata poiché nessuna delle parti deve prevalere sulle altre e infine deve rispettare il principio della compostezza secondo il quale l’opera deve essere ordinata ed esteticamente gradevole;
  • le opere d’arte greca esprimono serenità olimpica cioè una serenità tipica delle divinità situate alla sommità del Monte Olimpo in Grecia, nobile semplicità e tranquilla grandezza sia nella posizione del corpo che nella espressione del volto. Le opere d’arte esprimono grazia e passioni, a patto che quest’ultime siano controllate e sottomesse alla ragione.

La statua di Apollo rappresenta la divinità dopo uno scontro vittorioso contro un pitone enorme a Delfi, sede del suo futuro tempio. Winckelmann elogia il fatto che Apollo nella statua non manifesti alcun segno di fatica nonostante la battaglia sovrumana appena sostenuta. Nella seconda statua viene rappresentato Laocoonte, il sacerdote troiano che si era opposto a far entrare all’interno delle Porte Scee di Troia il famoso cavallo dell’Iliade, mentre viene assalito insieme ai figli da due mostri marini invocati da Atena al fine di rispettare il volere del Fato. Anche in Laocoonte non compare lo sforzo e la bocca quasi chiusa fa uscire un flebile sospiro e non urla di dolore.

“Nulla di più grande può essere fatto se non si imitano i greci”: l’invito di Winckelmann, però, non è di limitarsi a copiare bensì di provare a imitare i principi espressivi di cui si sono serviti i greci per la composizione delle opere d’arte e letterarie.

In letteratura il Neoclassicismo:

  • compie rappresentazioni chiare, nitide, luminose e incisive per gli eruditi dell’epoca (il barocco sosteneva rappresentazioni bizzarre e stravaganti);
  • è pieno di riferimenti alla mitologia e alla civiltà greca;
  • è accompagnato da una cura dello stile. Esso ha la funzione di tenere sotto controllo le passioni rispetto alla ragione nelle poesie.
Lo stile agisce, per realizzare il proprio obiettivo, con alcuni strumenti:
  • lessico elevato con riferimenti alla mitologia e caratterizzato dalla presenza di figure retoriche che creano immagini nitide (metafora, similitudine, sineddoche, metonimia…);
  • costruzione sintattica elaborata e complessa grazie allo stile ipotattico, alle inversioni e agli iperbati (inversione in cui due termini fortemente legati sono separati);
  • forma metrica classica intesa come esemplare, perfetta, consolidata nella tradizione (il sonetto o l’ode in Italia). In questo caso non c’è alcun riferimento al mondo greco in quanto classico in questo contesto significa perfezione;
  • struttura logico-tematica rigorosa e conseguenziale: la poesia sviluppa un ragionamento in cui tutto è legato (ragionamento serrato) anche dal punto di vista razionale.
In scultura lo stile neoclassico privilegia, più che il colore, le forme plastiche (le forme del corpo umano) e il panneggio (le pieghe degli abiti). Il panneggio in particolare viene spesso accentuato: chiaro esempio della trasfigurazione della realtà. Per i neoclassici i principi non sono solo principi estetici ma dicono essere anche etici nel senso che devono ispirare il comportamento nella vita (ideale di esistenza). Giuseppe Parini, un poeta italiano, scrisse un’ode alla Musa che rispecchia pienamente questo ragionamento.  

ANTONIO CANOVA

A Possagno, nella provincia di Treviso, possiamo trovare una copia perfetta del Pantheon romano: il tempio fu realizzato da Antonio Canova. Egli è, senza dubbio, il miglior scultore e interprete del Neoclassicismo in quanto adotta perfettamente i concetti di armonia, di equilibrio, di compostezza… Alla sua persona si ispira anche Ugo Foscolo con la sua opera “Le grazie” la quale si ispira all’omonimo gruppo scultoreo. La scultura “Le tre grazie” raffigurava delle divinità nel marmo.

Mentre Michelangelo scolpiva direttamente sul marmo, Antonio Canova preferiva prima lavorare a dei disegni su cui calcolava le proporzioni che trasferiva in un bozzetto, spesso identificabile in una piccola statua di cera o di gesso. Terminato il bozzetto, infine, quest’ultimo veniva trasferito nel marmo con l’ausilio delle macchine. Molti soggetti sono tratti dalla natura greca: statue di perfezione assoluta ma molto fredde. La perfezione, infatti, non è terrena ed è forzata. Le statue sono dinamiche e non si riesce a capire come Canova abbia impresso questa sfumatura alle sue opere.
Tra le opere di Canova ricordiamo “Le tre grazie“, “Ercole e Lica” e “Amore e Psiche“.[/member]

Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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2 commenti su “Il Neoclassicismo

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