Gli obiettivi e gli strumenti della finanza pubblica

GLI OBIETTIVI DELLA POLITICA FINANZIARIA.

I principali obiettivi di carattere generale, che di solito ricorrono nella politica finanziaria degli Stati, sono i seguenti: [member]

  • soddisfare i bisogni collettivi mediante la produzione di beni e servizi pubblici;
  • promuovere lo sviluppo economico del paese;
  • assicurare la stabilità del sistema economico attenuando gli squilibri di carattere congiunturale;
  • attuare un’equa distribuzione del reddito nazionale.

Spetta agli organi politici dello Stato effettuare in proposito una serie di scelte:

  • se l’attività del settore pubblico debba svolgersi in funzione di tutti i suddetti obiettivi o soltanto di alcuni;
  • quali obiettivi, fra quelli che ci si propone di raggiungere, debbano considerarsi prioritari;
  • quanta parte della ricchezza del paese è possibile prelevare per l’attuazione degli obiettivi prefissati.

Tali scelte dipendono dall’indirizzo politico prevalente.

GLI STRUMENTI DELLA FINANZA PUBBLICA.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la pubblica amministrazione può avvalersi di:

  • SPESA PUBBLICA che considerata nel suo complesso sottrae o immette nel mercato un flusso di denaro che va a influenzare i consumi e degli investimenti, con effetti immediati sulla domanda globale;
  • ENTRATE PUBBLICHE che forniscono alla pubblica amministrazione i mezzi necessari per finanziare le spese (tributi). Variando l’ammontare e la composizione delle entrate, la pubblica amministrazione riesce a incidere sull’economia nazionale in modo corrispondente agli obiettivi da realizzare;
  • BILANCIO PUBBLICO che è il quadro contabile che registra in modo completo le entrate e le spese dello Stato. Esso consente di coordinare la manovra della spesa con la manovra delle entrate e di programmarne gli effetti complessivi;
  • LE IMPRESE PUBBLICHE molto importanti affinché lo Stato possa intervenire direttamente nei processi produttivi.

LA POLITICA DI SVILUPPO.

Lo sviluppo economico è diverso a seconda dello stato economico del paese preso in considerazione: per i paesi arretrati lo sviluppo ha come obiettivo quello di uscire dalla povertà è porre le basi per l’avvio delle attività produttive; nei paesi sviluppati l’obiettivo è quello di assicurare l’attività produttiva sia sufficientemente dinamica e si accresca di pari passo con l’incremento demografico e con le innovazioni tecnologiche.

A questo scopo è necessario che il mercato possa disporre di tutte le risorse produttive, così da aumentare l’offerta di risorse per accrescere la capacità produttiva della nazione; è necessario anche il potenziamento delle funzioni pubbliche essenziali affinché tuteli nella legalità, la lotta alla criminalità, l’efficienza delle strutture amministrative e giudiziarie in modo da dare sicurezza ai privati (imprese).

LA POLITICA DI STABILIZZAZIONE.

Il sistema economico tende a svilupparsi con un andamento ciclico che alterna fasi di ripresa e di espansione a fasi di recessione e di crisi; gli squilibri congiunturali sono, dunque, l’inflazione nella fase di espansione economica e la disoccupazione nelle fasi di recessione.

L’intervento dello Stato in questo caso ha l’obiettivo di rendere più stabile l’economia in modo da favorire l’occupazione nei periodi di crisi e attutire le spinte inflazionistiche nelle fasi di espansione.

La politica di stabilizzazione consiste quindi nell’incrementare (incentivi sui consumi e sgravi fiscali) la domanda quando sul mercato  è insufficiente e nel frenarla (aumento del prelievo tributario) quando è eccessivamente elevata rispetto alle risorse produttive disponibili.

LA POLITICA DI REDISTRIBUZIONE.

Attuare un’equa distribuzione del reddito nazionale significa anzitutto evitare che si verifichino forti concentrazioni di ricchezza nelle mani di poche persone. Significa anche evitare gli squilibri territoriali, gli squilibri settoriali e gli squilibri funzionali.

La politica di redistribuzione si propone di correggere tali squilibri manovrando le entrate e le spese pubbliche in modo da contrarre il reddito di alcune categorie di cittadini e incrementare quello di altre. [/member]


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