Dottrine economiche (fisiocrazia e scuola classica)

Nella cultura illuminista, per merito dello studio di alcuni intellettuali, l’economia diventa una scienza autonoma che ha lo scopo di studiare i processi di produzione e di distribuzione della ricchezza all’interno della società. [member]

LA SCUOLA FISIOCRATICA

I primi filosofi, che interpretarono l’economia, furono i fisiocratici fra cui Quesnay il quale aveva steso alcune voci dell’enciclopedia. La fisiocrazia (termine che deriva da phýsis = natura e kratéin = potere) vuole fare in modo che la natura possa dominare liberamente: essa è così in grado di esprimersi secondo le proprie leggi. Queste leggi sono, secondo la fisiocrazia, migliori di quelle positive, migliori quindi di quelle dell’uomo. Questa concezione rientra nel liberismo che è una dottrina economica la quale afferma, come valore centrale, la libertà economica in cui lo Stato non deve intervenire sia come produttore che come regolatore. Il liberismo nasce nella fisiocrazia. Per i fisiocratici il settore, l’unico, che produce ricchezza è l’agricoltura: il settore primario immette dei fattori produttivi, in gergo input, nel processo produttivo e ottiene un numero maggiore di prodotti, output. Per esempio nell’antico regime da un seme, input, i contadini neri cavavano cinque o sei, output. Gli altri due settori economici si limitano a trasformare e a distribuire la ricchezza. Dando maggiore importanza all’agricoltura, la fisiocrazia ritiene che lo Stato non debba ostacolare i privati cittadini: non deve imporre dazi sulle merci che si spostano all’interno del territorio nazionale, non deve istituire delle dogane e non deve definire i prezzi dei prodotti agricoli in quanto questi devono formarsi in seguito all’incontro tra la domanda e l’offerta. Lo Stato poi deve favorire la concorrenza. Altri modi per favorire lo sviluppo agricolo sono di competenza dei privati: istituzione dei latifondi, investimenti in macchinari, di fabbricati e altre attività come il disboscamento. Sta infatti per iniziare la prima rivoluzione industriale.

LA SCUOLA CLASSICA

La seconda scuola è quella classica di cui Adam Smith, il vero fondatore del liberismo, è rappresentante. Smith scrive “Sopra l’origine e le cause della ricchezza delle nazioni” nel 1766 con cui elabora in modo completo e profondo la dottrina del liberismo. Mentre il liberalismo è un concetto generale il liberismo, contenuto nel liberalismo, si riferisce all’economia. Il cittadino è libero di svolgere la sua attività. Lo Stato deve limitarsi a realizzare le infrastrutture in quanto, anche con un contratto di consorzio, il privato non aveva capitale sufficiente per realizzare un progetto in larga scala. Secondo la scuola classica ciascun individuo vuole realizzare il proprio profitto individuale o egoistico-interesse. Questo comportamento egoistico genera una crescita nazionale, una crescita del benessere collettivo. Smith intende la ricchezza nazionale come una semplice somma algebrica delle ricchezze di ogni individuo: è una indagine molto semplicistica. La pubblica felicità, compito dell’individuo, è di origine illuministica e si realizza solo se le leggi economiche sono libere di verificarsi. La legge della concorrenza, ad esempio, stabilisce che, in una situazione di competizione tra imprenditori, si tende a produrre un bene qualitativamente migliore mantenendo un prezzo relativamente basso. L’imprenditore progetta di arricchirsi così non sul singolo pezzo venduto, bensì sull’ammontare complessivo delle vendite. In questo modo l’imprenditore riesce a raggiungere il proprio egoistico-interesse e in parallelo anche la collettività, in seguito alla diminuzione dei prezzi, riceve un aumento del proprio potere d’acquisto.

Smith enuncia anche due atteggiamenti dell’uomo: nel momento dell’acquisto l’individuo cerca di pagare il meno possibile mentre il venditore cerca ovviamente il contrario: questi comportamenti, se liberi di esprimersi, fanno l’interesse di tutte due le parti. Il vantaggio del risparmio per il consumatore è evidente: l’individuo riesce, con la stessa quantità di moneta, ad acquistare più beni. Acquistando più beni, il consumatore genera maggiore concorrenza in quanto entra in contatto con più imprese. L’imprenditore che vende tende a guadagnare di più per cui per massimizzare il guadagno diminuisce il prezzo singolo al fine di rendersi più competitivo nei confronti dei suoi concorrenti.  Il liberismo di Adam Smith ha ancora validità però oggi è abbastanza superato in quanto, nei periodi di crisi, lo Stato deve intervenire nell’economia per fare in modo che dalla depressione economica si passi ad una ripresa. Adam Smith riteneva invece che l’intervento pubblico fosse superfluo.

Sembra ci sia una mano invisibile (legge naturale) che governa l’economia: quando un individuo cerca il massimo profitto, automaticamente genera un aumento della ricchezza complessiva nazionale. Adam Smith vive nel periodo della rivoluzione industriale e vede con i suoi occhi il progresso: introduzione di macchinari e specializzazione e divisione del lavoro. Adam Smith diventa teorico della specializzazione e della divisione del lavoro, famoso è l’esempio della fabbrica degli spilli con cui egli elogia il progresso  derivante dalla rivoluzione industriale.

È singolare il fatto che in Inghilterra ogni avvenimento storico viene sempre teorizzato: la monarchia costituzionale infatti fu teorizzata da Locke mentre il problema appena affrontato sul lavoro e sull’economia da Adam Smith. [/member]


Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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