Dispotismo illuminato

 

Il dispotismo illuminato o assolutismo illuminato è una politica di riforme della seconda metà del 1700 adottata da alcuni sovrani assoluti che sono stati ispirati dalle teorie illuministiche.

[member]I maggiori esponenti che applicavano il dispotismo illuminato furono Caterina II di Russia, Maria Teresa d’Austria e Federico II di Prussia. Queste riforme avevano come scopo il rafforzamento del potere assoluto. Il dispotismo illuminato fu una fase della piena affermazione dell’assolutismo in Europa. E il dispotismo illuminato aveva i seguenti obiettivi:

  • rendere più efficace ed efficiente l’amministrazione e la burocrazia pubblica. Con il termine efficace, in italiano, si intende il raggiungimento effettivo del proprio obiettivo; con il termine efficiente, invece, si delinea il fatto che, per raggiungere l’obiettivo, c’è stata una ottimizzazione della produzione. Per esempio viene introdotto il catasto affinché fosse più facile il calcolo delle imposte da applicare alla popolazione;
  • aumentare le entrate erariali facendo pagare anche il clero e i nobili;
  • giurisdizionalismo ossia imporre l’autorità statale sulla Chiesa nazionale attraverso l’espropriazione di proprietà, l’eliminazione di alcuni privilegi e l’eliminazione del monopolio dell’istruzione e della cultura dalle mani della Chiesa. Per privilegi si intende il diritto di asilo, cioè il diritto di poter trovare rifugio in un luogo sacro in cui non può entrare la polizia e la cosiddetta “mano morta” ossia l’inalienabilità delle proprietà ecclesiastiche. La realizzazione questo obiettivo determinò un forte conflitto con gli ordini religiosi soprattutto con quello della compagnia di Gesù. I gesuiti vengono cacciati dallo Stato e nel 1773 il Papa viene convinto a chiudere l’ordine. Scompare così la figura del Papa nero, l’istituzione più importante dei gesuiti. L’ordine dei gesuiti viene riabilitato nel 1814.

Questa politica di riforme non viene accolta positivamente dai nobili e dal clero. L’abolizione del diritto di asilo in particolare malvista perfino dai contadini i quali volevano che la Chiesa non fosse limitata dei suoi privilegi storici. È importante sottolineare che in alcuni Stati le riforme fallirono: la Spagna, il regno di Napoli e la Francia non riuscirono ad attuare il dispotismo illuminato. Fa scalpore il fatto che la Francia, la culla dell’illuminismo, rientri nel gruppo di Stati che non attuarono le riforme. Ci furono dei tentativi sotto Luigi XVI in particolare con il ministro delle finanze Turgot il quale cercò di attuare un vasto piano di riforme che furono fermate dal clero e dalla nobiltà. Luigi XVI per non perdere la fiducia del primo del secondo Stato è costretto a licenziare il suo ministro: la Francia rimane dunque arretrata e questa situazione precede la Rivoluzione Francese del 1789.

LE RIFORME IN RUSSIA

Come già esposto precedentemente in Russia le riforme vennero attuate. Nel 1772 prende il potere Caterina II di Russia, la zarina, che non si fa scrupoli ad uccidere il marito per la bramosia di potere. Questa donna compie il mecenatismo e attua delle riforme marginali come l’aumento delle entrate dello Stato in seguito alle espropriazioni delle proprietà ecclesiastiche. La Chiesa ortodossa rimase comunque ricchissima anche se perse circa metà delle proprietà. Le riforme di Caterina II continuarono con la nomina di una commissione volta a preparare un nuovo codice di leggi ispirato alle idee dell’illuminismo:

  • la libertà di stampa;
  • l’abolizione della servitù della gleba;
  • l’abolizione della tortura;
  • la tolleranza religiosa.

Nonostante il tentativo riformatrice di Caterina la Russia rimane uno stato arretrato formato da molti servi sottoposti ai pochi nobili ed ecclesiastici. Questa situazione inaccettabile culminò nella rivolta di Pugačëv. Questo soldato cosacco incitò i contadini alla ribellione promettendo loro libertà e terre coltivabili. Per reprimere nel sangue la rivolta, oltre all’esercito, un necessario l’intervento dei nobili: per convincerli la zarina fu costretta a confermare loro tutti i privilegi storici.

LE RIFORME IN AUSTRIA

Le riforme furono più ampi, profonde e durature nell’impero austriaco. I sovrani illuminati furono Maria d’Austria che rimase in carica dal 1740 al 1780 e il figlio Giuseppe II che venne eletto alla morte della madre e morì 10 anni dopo. In Austria le riforme possono essere classificabili in due ambiti:

  • rafforzamento del potere statale con la limitazione del potere delle varie assemblee locali dell’impero asburgico (ogni minoranza etnica come boemi, moravi, italiani aveva una propria dieta) e con l’istituzione del catasto che permetteva di imporre le tasse anche alla nobiltà e al clero;
  • nell’ambito dell’istruzione Maria d’Austria favorisce la diffusione del sapere rendendo obbligatoria la scuola elementare, creando la scuola superiore (scuola teresiana) dove vengono formati i burocrati statali e togliendo il potere gesuita sul controllo dell’università di Vienna la quale divenne di proprietà statale.

Più radicali furono le riforme di Giuseppe II. Egli attuò:

  • il giurisdizionalismo creando dei seminari statali;
  • abolì la censura ecclesiastica del vescovo introducendo la censura statale;
  • concesse la libertà religiosa alle minoranze etniche presenti all’interno dell’impero.

In campo economico:

  • abolì la servitù della gleba;
  • abolì le corvées (tipo di prestazione lavorativa dovuta da parte del servo della gleba al proprietario terriero tramite giornate di lavoro gratuito) e le decime (tributo che l’agricoltore doveva all’autorità ecclesiastica come imposta).

In campo giuridico Giuseppe II istituì un nuovo codice di leggi con idee innovative:

  • uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge;
  • abolizione della tortura;
  • limitazione della pena di morte.

In Austria furono delle realizzazioni concrete di queste riforme ma la morte prematura dei sovrani illuminati impedirono consolidamento delle riforme. Ciò è palese quanto il successore di Giuseppe II, il fratello Leopoldo I, annullò le riforme dei suoi predecessori. In realtà le riforme furono attuate da Leopoldo I nel solo Granducato di Toscana in quanto lui ne era il governatore.

LE RIFORME IN PRUSSIA

In Prussia Federico II era il sovrano più emblematico e misterioso. Era amico dell’illuminista Voltaire prima che quest’ultimo entrasse in conflitto con lui a causa delle sue contraddizioni e ambiguità. Federico II:

  • favorì l’istruzione obbligatoria fino ai 13 anni estendendo la sua riforma anche nelle campagne;
  • incentivò la cultura e l’Accademia delle scienze di Berlino diventò una delle più importanti istituzioni culturali europee del tempo.

In ambito giuridico, con un codice di leggi:

  • abolì la tortura;
  • limitò l’uso della pena di morte.

Queste riforme non eliminarono l’ambiguità del sovrano illuminato che, per rafforzare il potere, non esitò a confermare i privilegi alla nobiltà. In sostanza Federico II fece sempre degli interventi a favore degli interessi dello Stato anche se questi andavano contro i principi dell’illuminismo.

LA SITUAZIONE ITALIANA

Anche in Italia si diffuse, dopo il 1760/1780, l’illuminismo. Nel 700 l’Italia incominciò a limitare le proprie idee all’importazione estera: l’ultima idea endemica fu la cultura barocca. Alcune idee degli illuministi italiani furono:

  • la fiducia della ragione per conoscere e dominare la realtà guidando l’uomo;
  • critica al principio dell’autorità anche se in modo moderato. Gli illuministi italiani polemizzano contro la monarchia assoluta in modo moderato;
  • utilità sociale perché tutti gli individui contribuiscono al bene della società. Viene affermata la libertà e la fratellanza. La scienza, in ambito politico, pratico e concreto, non è più limitata alla teoria ma deve applicarsi nella realtà.

I due centri delle riforme in Italia furono:

  • Milano dove troviamo Cesare Beccaria che fu autore di un libro molto dibattuto intitolato “dei delitti e delle pene” in cui egli sostiene l’inammissibilità della pena di morte e della tortura. Cesare Beccaria compone un testo argomentativo in quanto egli in questa opera argomenta le sue tesi. Le idee riformatrici di Beccaria entrano nei codici austriaci e prussiani. Un altro esponente dell’illuminismo a Milano fu Pietro Verri che fondò col fratello una rivista economica chiamata “Il caffè”. Pietro Verri era esperto in economia, in diritto, in pedagogia, in estetica e contribuì alla stesura dell’enciclopedia;
  • Napoli dove ci sono degli studiosi di economia e di diritto molto considerati come Gaetano Filangieri, Ferdinando Galliani e Antonio Genovesi. Mentre a Milano molte idee vengono realizzate dal governo austriaco (Milano era sotto l’Impero austriaco), a Napoli ci sono molte teorie ma nessuna viene messa in pratica.

I due Stati italiani, dove vennero applicate più riforme, furono il ducato di Milano e il granducato di toscana, quest’ultimo legato agli Asburgo grazie al Leopoldo I. Le riforme, in questi due Stati italiani, sono quelle già applicate in Europa:

  • introduzione del catasto;
  • abolizione della servitù;
  • abolizione delle decime;
  • abolizione delle corvées;
  • liberalizzazione del commercio;
  • istruzione elementare gratuita
  • sostituzione della censura ecclesiastica con quella statale.

Come già detto in precedenza, a Napoli non avviene alcuna riforma: il ministro scalfisce appena il potere ecclesiastico; il potere della nobiltà non viene minimamente intaccata.

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Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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