Corso di mercoledì col professor Dal Bo

La contabilità è il sistema di rilevazione continua di qualunque vento di rilevanza economica. In sostanza la contabilità evidenzia tutte le operazioni commerciali e insieme degli spostamenti di capitale aziendale raccolti e organizzati secondo un criterio che permette un rapido accesso ed elaborazione dei dati.

CONCETTO DI CONTABILITÀ

EVOLUZIONE STORICA

La contabilità è una pratica conosciuta da molto tempo, ancora prima del XV secolo. Nel 1494 il matematico Luca Pacioli definisce per la prima volta il metodo della partita doppia. La contabilità moderna, in Italia, si può far risalire all’entrata in vigore del codice civile del 1942. In particolare nel 1978  venne emanata la IV direttiva CEE che aveva come obiettivo uniformare le legislazioni dei Paesi membri riguardanti:

  • il contenuto del bilancio;
  • il contenuto dei documenti accompagnatori;
  • le modalità di pubblicazione;
  • principi contabili da applicare.

In Italia la direttiva è stata sformata in legge solo nel 1991.

CONTABILITÀ INDUSTRIALE / CONTABILITÀ DEI COSTI

La contabilità industriale è una tecnica amministrativa che, adattandosi alle necessità dell’impresa, predetermina e controlla i costi. Essa costituisce, dunque, una fonte di dati e di informazioni sullo stato dell’azienda e sulle prospettive future della stessa e rappresentano un valido supporto all’attività decisionale. La contabilità industriale, a differenza di quella generale che ha una valenza pubblica, ha una funzione informativa puramente interna, ma seppure con scopi diversi, sono tra loro coordinate, dato che la contabilità generale, rilevando principalmente fatti passati trascurando gestione interna, è insufficiente ai fini puramente direzionali.

CONTABILITÀ ANALITICO-GESTIONALE

La contabilità analitico-gestionale consente di attuare il controllo della gestione dell’aspetto economico, attraverso la misurazione e la rilevazione dei costi e dei ricavi. La contabilità gestionale differisce da quella industriale in quanto analizza anche i ricavi ed ogni sezione intermedia di gestione.

COSTO DI PRODUZIONE

La definizione di costo di produzione è definibile sotto tre aspetti:

  • aspetto tecnico: consumo dei fattori produttivi impiegati nel processo produttivo (materie prime, manodopera, impianti e macchinari…);
  • aspetto economico: valore dei fattori produttivi impiegati del processo produttivo;
  • aspetto finanziario: esborso di mezzi finanziari per attuare il processo produttivo i quali dovranno essere recuperati con i ricavi di vendita futuri.

È importante sottolineare che le aziende devono essere efficienti nella gestione dei costi in quanto in un regime di concorrenza imperfetta dice la legge del price taker in base al quale il prezzo di vendita è fissato dal mercato pertanto le differenze tra le varie imprese coincidono con il loro livello di ottimizzazione dei costi.

FINALITÀ DI RILEVAZIONE DEI COSTI

La finalità più tradizionale è la corretta osservazione economica ossia poter seguire le dinamiche dei costi. In questo modo si rilevano redditi per i singoli prodotti e per periodi diversi dell’anno. Il secondo scopo che spinge alla rilevazione dei costi è l’investimento a breve, corrente. Infatti, per quella medio-lungo termine, è necessario impiegare la matematica finanziaria ed attuariale basata sullo studio dei redditi o flussi finanziari futuri. Il terzo e ultimo scopo e di controllo in quanto la rilevazione dei costi permette il controllo in periodi infrannuali e offre informazioni riguardo ad eventuali inefficienze nell’azienda. È uno strumento per la gestione razionale dell’azienda. Il budget programma obiettivi comuni mentre la contabilità aziendale permette l’analisi del centro produttivo. Il bilancio classico è solamente civilistico e non offre piena chiarezza riguardo all’andamento interno. La corretta osservazione è utile anche nella contabilità per la valutazione delle rimanenze finali e commesse interne patrimoniali.

Esempi a scopo decisionale, investimenti a breve sono: un ordine dall’estero a prezzo inferiore di quello che mediamente ho,  accettare oppure no?; terminare la costruzione di un lavorato in economia o affidandosi a imprese di terzi?; sto realizzando più prodotti, i quali conviene aumentare le vendite considerando una domanda potenziale?; abbiamo scarse risorse a disposizione, ma la possibilità di incrementare la produzione di un prodotto: verso quale prodotto in particolare bisogna destinare le risorse a disposizione?

ELEMENTI DA DEFINIRE PER UNA CORRETTA DETERMINAZIONE DEI COSTI DI PRODUZIONE

  • oggetto cui si vuole conoscere il costo;
  • voci che concorrono alla formazione del costo;
  • periodo di riferimento.

Bisogna conoscere l’oggetto per identificare meglio la questione è fondamentale conoscere se si sta parlando di una operazione in particolare oppure di più… In base alle voci possiamo avere differenze tra vari costi in particolare le seguenti configurazioni di costo (aggregati). Con il processo di stratificazione individuiamo il costo primo, il costo variabile tecnico, il costo industriale, il costo complessivo e il costo economico-tecnico. Il periodo di riferimento è molto importante in quanto in una grande azienda con un controllo di gestione si calcolano dei costi predeterminati come il costo standard. I costi consuntivi valgono nel passato e quelle predeterminati nel futuro.

PRINCIPALI CLASSIFICAZIONI DEI COSTI

  • in relazione all’oggetto;
  • in relazione alle modalità di imputazione all’oggetto;
  • in relazione ai settori di attività aziendale;
  • in relazione al comportamento rispetto al volume di attività;
  • in relazione al tempo di riferimento del calcolo;
  • in relazione alla contabilità (centro di responsabilità aziendale);
  • in relazione al tipo di produzione (a flusso continuo, a commessa o a lotti);
  • in base all’inclusione o meno nel costo del prodotto;
  • in relazione all’incremento del livello di attività;
  • in base alla contrazione del livello di attività;
  • in relazione al grado di adattamento al presente livello di attività;
  • in base al corrispettivo pagato per l’acquisizione dei fattori produttivi;
  • in base alla natura;
  • relazione alla modalità della loro programmazione (oneri tecnici, vincolati e parametrici).

I COSTI IN RELAZIONE ALL’OGGETTO

In relazione all’oggetto possiamo individuare i costi speciali, i costi comuni e i costi generali. I costi speciali sono quelli che sono oggettivamente riferibili all’oggetto di cui si calcola il costo come ad esempio le materie prime impiegate in un dato processo produttivo, la manodopera che manualmente o per mezzo di strumenti interviene in quel processo produttivo, dei servizi richiesti specificamente per quel processo produttivo. I costi comuni riguardano due o più prodotti e, solo arbitrariamente, cioè con una scelta del tutto soggettiva (anche se similmente vanno scelti dei criteri di riparto idonei), possono essere riferiti a ciascuno dei prodotti realizzati come ad esempio un macchinario o un’attrezzatura. I costi generali sono quelli riferibili all’intera azienda e spesso non sono nemmeno imputati ai prodotti in quanto qualunque criterio di riparto di scelta preso risulta eccessivamente arbitrario poiché non si riesce a trovare un nesso di casualità tra sostenimento del costo e ottenimento del prodotto come ad esempio gli oneri finanziari, le imposte, i costi di funzionamento degli organi sociali come il consiglio di sorveglianza/collegio sindacale e gli organi di amministrazione (indipendentemente dalla governance scelta).

I COSTI IN RELAZIONE ALLA MODALITÀ DI IMPUTAZIONE ALL’OGGETTO

In relazione alla modalità di imputazione all’oggetto distinguiamo i costi tra diretti e indiretti. I primi sono quei costi speciali che si può e si vuole riferire o imputare direttamente all’oggetto di cui si calcola il costo, quindi non necessitano né di riparti né di scelte arbitrarie (tipicamente sono i costi delle materie prime, della manodopera diretta…). I costi indiretti sono quei costi speciali che si possono ma non si vuole attribuire direttamente all’oggetto di costi più i costi comuni e generali; per loro definizione questi costi sono costi da ripartire fra gli oggetti di costo, scegliendo un adeguato criterio di riparto che può essere basato su quantità o valori; di solito però ci si limita nell’attribuzione all’oggetto di costo ai soli costi comuni mentre quelli generali aziendali sono attribuiti direttamente al risultato economico di contabilità industriale.

I COSTI IN BASE AL SETTORE DI ATTIVITÀ AZIENDALE

In base al settore di attività aziendale inviamo i costi in:

  • costi industriali;
  • costi commerciali;
  • costi generali-aziendali come gli oneri finanziari.

I COSTI IN RELAZIONE AL COMPORTAMENTO RISPETTO AL VOLUME DI ATTIVITÀ

In relazione al comportamento rispetto al volume di attività distinguiamo i costi variabili, i costi semi-variabili, i costi semi-fissi e i costi fissi. È necessario in particolare studiare la relazione funzionale tra i costi, il volume d’affari e i profitti. I costi variabili sono quelli che aumentano o diminuiscono all’aumentare o al diminuire del volume di produzione e di vendita. In poche parole se non si produce niente non si conseguono costi variabili. I costi fissi, invece, si spengono indipendentemente dal livello di produzione. Sono esempi di costi fissi gli ammortamenti, la manodopera indiretta dei dirigenti e di alcuni impiegati, gli oneri finanziari, le imposte, i costi generali di produzione, di vendita e amministrazione.
Facendo riferimento ad un periodo di tempo relativamente breve e considerando una struttura produttiva data la relazione funzionale è esposta qui sotto:
 
La relazione funzionale, invece, dei costi fissi o semi-fissi, facendo riferimento ad un periodo di tempo medio-lungo, è differente.
La relazione funzionale invece che si instaura considerando i costi fissi medi e i costi variabili medi è particolare nel senso che simile ad un ramo d’iperbole equilatera. Questo perché aumentando la quantità prodotta il costo fisso rimane immutato pertanto il costo medio si riduce. Si potrebbe dire che il limite del costo fisso medio tendente a più infinito abbia come risultato zero più. Il costo variabile medio invece, semplificando le cose, ha un andamento parallelo all’asse delle ascisse. Avendo seguito precedente ragionamento è facile intuire l’andamento funzionale dei costi totali medi: quest’ultimi sono la somma del costo variabile medio ed il costo fisso medio pertanto l’andamento sarà decrescente come i costi fissi medi ma la funzione non tenderà a zero più ma ad un valore più elevato determinato dall’entità dei costi variabili medi.
(non considerate il costo marginale nel grafico (Cmg) 🙂

I COSTI IN RELAZIONE AL TEMPO DI RIFERIMENTO DEL CALCOLO

In relazione al tempo di riferimento del calcolo i costi effettivi e consuntivi sono quei costi considerati dopo che i processi produttivi si sono svolti. I costi predeterminati o standard fanno riferimento a produzioni ancora da attuare.

I COSTI IN BASE ALLA CONTROLLABILITÀ

In base alla controllabilità i costi sono controllabili quando il capo centro ha potere di controllo delle leve gestionali. I costi non sono controllabili quando il capocentro non influisce in modo determinante o per niente sulle leve gestionali.
Si fa sempre riferimento ad un periodo breve e al centro di responsabilità aziendale come ad esempio il centro riguardante il costo, la spesa, il ricavo, il profitto e l’investimento.

I COSTI IN BASE AL TIPO DI PRODUZIONE

In base al tipo di produzione possiamo individuare:
  • i costi per processo o a flusso continuo;
  • i costi a commessa;
  • i costi a lotto.
I costi per processo o a flusso continuo fanno riferimento alla produzione a flusso continuo che è quella che tecnicamente deve essere allestita in modo continuo e che porta alla realizzazione di prodotti omogenei. Rientrano in questa categoria le raffinerie di petrolio, i zuccherifici, i mollifici e le macellerie. I costi a commessa riguardano industrie edili, caratteristiche e aerospaziali. I costi a lotti riguardano la produzione a lotti, la quale riguarda beni prodotti in piccole serie con alcune differenze secondo cicli di operazioni ripetitivi ma difficilmente automatizzabili in modo integrale (prodotti di massa differenziati come industrie metallurgiche, mobilifici, negozi di alimentari e catene farmaceutiche.

 


Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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