Candido, o l'ottimismo _ Voltaire

L’AUTORE

L’autore del suddetto romanzo è l’illuminista Voltaire. La sua biografia è riassunta qui. [member]

GENERE

Candido è un romanzo di avventura perché Candido, il protagonista, vive una successione di vicende fuori dalla normalità. Come Robinson troviamo il tema del viaggio. Candido è anche un romanzo di formazione: la giovane sempliciotto candido diventa più maturo, più concreto e più razionale. “Bisogna coltivare il proprio orto” celebre è la frase con cui chiude il libro. È inoltre un romanzo filosofico perché in questo testo narrativo autore presenta la propria visione del mondo o riflette su un particolare argomento spesso computando idee altrui. In candido Voltaire esprime la sua visione del mondo e confuta quelle altrui in particolare confuta i pensieri di Pangloss e di Martin. Il libro è un armonico intreccio di avventure e di riflessioni filosofiche: nessun aspetto domina sull’altro; Voltaire evita la noia per il lettore e fa in modo che la parte avventurosa non prevalga al fine di non trattare temi con superficialità.

TRAMA:

La trama di Candido si può trovare a pagina 618 del nostro libro di italiano. In ogni caso Internet fornisce grandi informazioni ;).

STILE E TECNICHE NARRATIVE: UMORISMO E RITMO

Il lettore trae dalla lettura un senso di grande vivacità e di umorismo attraverso un susseguirsi di catastrofi a un ritmo veloce o addirittura velocissimo. I comici moderni infatti per far ridere utilizzano proprio questa tecnica. Il ritmo veloce risulta evidente anche dalle norme itinerario di Candido: dall’avversaria passa in Olanda, in Portogallo, in Spagna, nel Sud america, in Francia, in Inghilterra, a Venezia e in Turchia.

LA REALTÀ RAPPRESENTATA

Voltaire rappresenta la realtà a lui contemporanea:

  • il terremoto di Lisbona nel 1655, la guerra dei sette anni;
  • la presenza dei gesuiti nel Paraguay contro i Conquistadores spagnoli;
  • la presenza dei pirati animali;
  • la diffusione di nuovo malattie come la sifilide di Pangloss;
  • lo sfruttamento degli schiavi nella Guyana. 

Nel mondo rappresentato tutto va male eccetto a El-Dorado, un’utopia, un luogo, un’oasi, che non esiste. Lì vivono i successori degli Incas immersi nell’oro e nelle pietre preziose che considerano rispettivamente come fango e rocce prive di valore. La rappresentazione della realtà può apparire falsa in quanto rappresenta una serie inverosimile di catastrofi.

Almeno in tre punti del romanzo la realtà è realistica e drammatica:

  • Candido e Cacambo incontrano uno schiavo nero in Guyana che dice loro: “A questo prezzo voi in Europa ottenete lo zucchero”. Egli infatti aveva solo una mano (una gli fu amputata in quanto rimasta incastrata in un macchinario) e una sola gamba (una gli venne tagliata come punizione per aver tentato la fuga);
  • Candido incontra Paquette, una serva del castello, che era finita a prostituirsi a Venezia. Ella affermava il ribrezzo verso il suo lavoro;
  • Confronto tra Cunegonda all’inizio del romanzo e alla fine. Inizialmente è molto bella ed attraente mentre alla fine risulta quasi orrenda. Ciò testimonia come ogni sofferenza lascia sempre il segno.

LE VISIONI DEL MONDO

Candido è un romanzo filosofico. Voltaire confuta la visione del mondo di Pangloss. Quest’ultimo riteneva che tutto andasse bene; anche il male è bene, in quanto è solo un punto di passaggio per giungere ad un bene superiore, a Dio. Questa è la filosofia del tedesco Leibniz, presidente dell’Accademia di Berlino: il mondo è creato da Dio, la perfezione assoluta, e, proprio per questo, è il migliore possibile; il male consiste nella differenza tra creatore e creatura. Il mondo non è perfezione assoluta perché altrimenti Dio creerebbe se stesso. Il male quindi non esiste, è solo un minor bene rispetto alla perfezione assoluta.

Un’altra visione del mondo è quella di Martin, filosofo manicheo. Il manicheo afferma e ritiene la realtà come uno scontro tra il bene e il male eterno. Il bene è rappresentato dallo spirito mentre il male è rappresentato dalla parte materiale. Poiché il mondo è fatto di materia (male) egli ritiene che tutto il mondo sia male.

Nessuna di queste considerazioni è condivisa da Voltaire la visione del mondo di candido, dopo un colloquio con il dervis, rappresenta quella dell’autore. Voltaire non accetta le visioni metafisiche ossia rifiuta le spiegazioni della realtà basate su principi soprannaturali Pangloss si affida a Dio, Martin invece si basa sullo scontro tra il bene il male. Per chi si Voltaire il significato della vita si scopre vivendo e non riflettendoci sopra: bisogna infatti limitarsi a coltivare il proprio orto. Con ciò Voltaire afferma che l’uomo deve impegnarsi non in cose metafisiche bensì deve impegnarsi per rendere più vivibile la vita nel concreto/nel lavoro utilizzando la ragione (concetto di sapere pratico e operativo derivante dall’Illuminismo). Con questa visione Voltaire valorizza la ragione, l’impegno e il lavoro: sostiene all’ottimismo moderato in quanto non rifiuta il male, ma è fiducioso riguardo alle qualità dell’uomo.

Voltaire affronta un cambio sia sul piano epistemologico, ossia sulla concezione della scienza che diventa pratica, che sul piano etico in quanto l’uomo deve essere giudicato in base a ciò che può fare. Ad esempio Voltaire diceva che cinese giusto è più meritevole agli occhi di Dio rispetto ad un ecclesiastico teologo arrogante presuntuoso il quale pensa di giungere alla salvezza solo per essersi battezzato. La frase conclusiva “coltivare il proprio orto” è però ambigua e può suscitare varie interpretazioni. Può dare origine ad una morale produttivi istiga, che si basa su uno produzione fine a se stessa, e capitalistica, al fine di realizzare profitto. È anche privatista perché cerca di raggiungere il massimo egoistico interesse attraverso un disimpegno pubblico il politico. La frase dà origine a una vita attiva, impegnata e responsabile non solo per se stessi ma anche verso la società nel suo complesso.

Il vero personaggio negativo del libro è il senatore veneziano Pococurante che, avendo provato tutto di più, non riesce a trovare alcun stimolo nella sua vita. Il nome stesso ben evidenza la sua situazione.

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Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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