Alessandro Manzoni (1785-1873)

Alessandro Manzoni nacque a Milano nella primavera del 1785. La sua vita è caratterizzata dall’ordinario, la sua vita fu dedicata unicamente alla letteratura, allo studio e alla famiglia. Nonostante ciò Manzoni è considerato il padre del romanticismo italiano: a causa della sua vita ordinaria non è per niente un eroe romantico il quale invece è caratterizzato da una vita intensa, sregolata, piena di lotte contro il destino avverso.

[member]Da ragazzo ricevette un’educazione tradizionalista molto severa e cristiana: nell’adolescenza manifesterà il proprio dissenso verso la modalità di svolgimenti dei suoi primi studi. Nel 1801 pubblicò il “Trionfo della libertà“. Fra 1805 e il 1810 soggiorna a Parigi dove entra in contatto con gli Ideologi: il pensiero francese illuminista, razionalista e liberale esercita una profonda influenza sulla sua vita e sulle sue opere future. Nel 1808 si sposa e nel 1810 lui, la moglie e sua madre si convertono al cattolicesimo: Manzoni era già cattolico ma, nonostante fosse battezzato, era piuttosto indifferente verso le questioni religiose. Come guida spirituale sceglie due giansenisti: forma molto rigida. Da ora in poi vive la religione in modo intenso, profondo e coerente. Questo atteggiamento rimane costante per tutta la sua vita.

Sulla vita e sulle opere viene influenzato dalla cultura francese e dalla religione cattolica. Manzoni è quindi un cattolico liberale. Dopo il 1819 inizia la fase feconda fino al 1827 in cui si producono tre 1812 e il 1815 gli “Inni sacri“, poesie che celebrano momenti della liturgia cristiana (calendario religioso) a cui si aggrega la “Pentecoste” del 1822. Fra 1816 e il 1820 crea l’opera “Il conte di Carmagnola” (tragedia). Nel 1822 pubblica “Adelchi“, la tragedia che mostra alcune idee in campo storico e del suo romanticismo. Adelchi era il figlio del re longobardo desiderio sconfitto da Carlo Magno. Adelchi soffre e muore: “bello di fama e di sventura”, eroe romantico.

Nel 1823 escono due opere saggistiche in cui Manzoni parla della sua poetica: la prima è “Lettera a M. Chauvet” e la seconda “Lettera sul romanticismo“. Fra 1821 e 1823, mentre scrive la tragedia Adelchi, incomincia il romanzo “Fermo e Lucia“, la prima versione dei Promessi Sposi. La prima redazione rimane nei manoscritti e mai pubblicata. Nel 1327 rivede il romanzo e crea una seconda redazione ovvero la prima edizione dei Promessi Sposi. Negli anni successivi rivede il romanzo e nel 1840-1842 esce la seconda edizione, quindi la terza redazione del romanzo. Nel 1827  c’è anche un racconto storico intitolato “La storia della colonna infame” che parla del processo contro gli editori. Successivamente produce poco, solo qualche saggio storico, e modifica la sua poetica: ciò è riconoscibile dal saggio del 1831 “Del romanzo storico“. La famiglia fu colpita da pesanti lutti. Nel 1860 venne nominato senatore del regno d’Italia su nomina regia. Manzoni muore a Milano il 22 maggio 1873 mostrando pertanto una grande longevità.

LA POETICA

Grazie all’analisi dei saggi prodotti nel 1823, “Lettera a Monsieur Chauvet” e “Lettera sul romanticismo“, siamo in grado di definire la sua poetica. Nel primo saggio stabilisce il principio fondamentale secondo cui l’opera d’arte deve fondarsi e crescere sulla verità, il compito dello scrittore è di cercare la verità. Questo atteggiamento genera tre conseguenze:

  • la poesia (la letteratura) deve prendere come oggetto fatti e personaggi storici: non esiste inventare fatti e personaggi; “è il lavoro più semplice e meno importante, l’autore non deve dare sfogo alla sua inventiva ma ricercare i fatti e i personaggi nella storia, nella verità storica”;
  • la poesia non deve essere duplicato della storia ma possiede un’originalità e una specificità propria la poesia ha il compito di ricostruire quegli aspetti che la storia e la cronaca storica non hanno riportato, deve quindi di costruire pensieri, discorsi, emozioni e sentimenti degli uomini che hanno fatto la storia. Ad esempio prima di Austerlitz Napoleone ha sicuramente provato qualcosa ma questi suoi sentimenti non sono stati riportati dagli storici. Con il termine ricostruire intende l’invenzione anche se questa deve essere verosimile, come effettivamente la storia potrebbe essere stata. L’invenzione sembra bandita ma essere permessa con il criterio della verosimiglianza;
  • la terza amplia la libertà dello scrittore di poesia/letteratura che ha il compito di ricostruire pensieri fatti secondari che la storia e la cronaca non hanno riportato (esse riportano solo fatti e uomini più importanti). Lo scrittore può inventare fatti o personaggi secondari per tre scopi:
    1. per dare corpo o ampiezza alla narrazione o alla scena teatrale;
    2. per ricostruire in modo dettagliato il contesto storico;
    3. per dare alle sofferenze dei valori degli umili di cui la storia non ha mai riportato nulla anche le persone più semplici devono poter esprimere il loro valori e le loro sofferenze.

Inventare fatti o personaggi secondari significa ancora ricostruire in modo verosimile; l’invenzione deve essere ancora verosimile: i fatti inventati devono essere coerenti con i fatti storici senza andare in contraddizione. I personaggi devono essere complessi nella psiche e nella loro sfera morale e sociale, essi devono essere poi inseriti in un contesto storico fedelmente ricostruito con usi, costumi, idee e attività del tempo.

È proprio quest’ultima che permette di considerare Renzo e Lucia, due popolani inventati in modo verosimile con scrupolo storico, personaggi principali. I Promessi Sposi è quindi un romanzo storico che rende la verità storica e la verità poetica: poesia-storia e realtà-invenzione sono fusi tra loro.

Nella “Lettera sul romanticismo” Manzoni amplia il discorso:

  • la poesia deve avere come oggetto il vero;
  • come scopo l’utile nel senso che deve offrire un insegnamento morale che allontana il lettore dal male (anche la rappresentazione del male se non parta per provocare un suo lettore può essere utile per realizzare uno scopo morale); 
  • come mezzo l’interessante in quanto deve proporre argomenti interessanti che attirino l’attenzione del lettore contemporaneo (poesia moderna e contemporanea derivante dal romanticismo). 


Questi tre capisaldi sono alla base del romanticismo manzoniano il quale evita tutti gli eccessi del romanticismo tedesco quali invenzione fantastica, aspetti o lirici, visionari, grandi passioni e misticismi i quali vanno contro il principio della moralità dell’opera d’arte. Manzoni in particolare decide di eliminare il romanzesco deteriore ossia il carattere di quelle opere narrative che presentano situazioni fuori dal normale quotidianità, inverosimile, come atmosfera esotica e favolosa, intrecci eccessivamente complicati e movimentati con colpi di scena e tensione, vicende eccessivamente sentimentali e/o avventuroso come romanzi storici dell’inizio ottocento.

Nelle successive al 1827 Manzoni cambia poetica che lo portava a romanzo storico. Il cambiamento viene espresso nel saggio del 1831 “Del romanzo storico“. Il romanzo storico è intrinsecamente contraddittorio: non si può fondare poesia e storia della stessa opera in quanto si assisterebbe alla fusione tra invenzione e realtà, solo la realtà offre una morale. Lo scrittore o scrivere libri di storia (“La storia della colonna infame” del 1827 ne è un esempio) o dei romanzi completamente fantastici. Per l’appunto egli progetta un romanzo fantastico ma non lo termina in quanto a lui non congeniale. Dopo il 1827 non pubblica molto e si occupa di linguistica di storia.

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Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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