1776: la Rivoluzione Americana

La Rivoluzione Americana è la prima delle tre grandi rivoluzioni. Precede infatti la Rivoluzione Francese (1789) e la prima Rivoluzione Industriale (1780-1830).

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LE COLONIE DEGLI EUROPEI

Il Nord America viene colonizzato nel seicento e nel settecento da una immigrazione di europei religiosamente perseguitati: viene subito alla mente la nave Mayflower che trasportò nel 1620 i padri Pellegrini nel Massachusetts. L’emigrazione europea vide protagonisti anche nobili decaduti, commercianti, avventurieri, debitori, delinquenti, contadini senza terra… Alla fine del seicento la costa atlantica era completamente colonizzata. Le colonie inglesi erano 13. L’organizzazione politica era la seguente:

  • al vertice di ognuna era posto un governatore;
  • sotto al governatore stava un consiglio che riuniva le persone più autorevoli per il governatore;
  • infine c’era un’assemblea dei rappresentanti della colonia, eletta dal popolo, che aveva potere legislativo limitato al territorio della sola colonia.

Le colonie godevano di una forte autonomia, ma il Parlamento inglese faceva gravare loro forti imposte. Ciò rendeva la madre patria negativa agli occhi dei coloni che, nel Parlamento inglese, non avevano alcun rappresentante che potesse tutelare i loro diritti. Nelle colonie i pellerossa venivano trattati inizialmente in modo pacifico, solo successivamente gli indigeni venivano relegati nelle riserve tra la fine del seicento e l’inizio del settecento la popolazione cresceva in modo esponenziale.

UNA SOCIETÀ MULTIETNICA E BORGHESE

Nella società americana non esistevano i principi dell’antico regime in Europa. Si giudicava un individuo in base all’ingegno, all’operosità, all’intraprendenza… Questo perché non si nasce in un paese con dei pregiudizi: l’America è una terra nuova e ha una cultura ancora da plasmare la società americana è anche molto attiva nascono New York, Filadelfia e Boston.

Le colonie del Nord si differenziano da quelli del sud in quanto hanno un’economia:

  • agricola divisa in piccole proprietà;
  • pesca soprattutto sulle rive atlantiche
  • allevamento di bestiame;
  • estrazione del legname dalle vaste foreste.

Le colonie del sud hanno l’agricoltura basata sul latifondo: i prodotti più coltivati al tempo sono il cotone e il tabacco.

La manodopera necessaria per il lavoro si ottiene dal commercio triangolare, in base al quale i schiavi africani andavano in America a formare la forza-lavoro nelle piantagioni.

LA GUERRA D’INDIPENDENZA

Nel settecento, con l’aumento della popolazione e della importanza economica delle colonie, nascono dei conflitti con la madrepatria: gli americani volevano una maggiore autonomia e volevano partecipare alle decisioni globali con dei rappresentanti nel Parlamento (uguaglianza con gli inglesi europei). Dall’altra parte l’Inghilterra voleva monopolizzare il commercio (le colonie potevano commerciare solo con la madrepatria) e avere un pieno controllo. Dopo la guerra dei sette anni, al fine di ripianare il bilancio statale, l’Inghilterra impose forti tasse alle colonie. Ad esempio nel 1763 venne imposta la tassa sullo zucchero, nel 1764 sulla stampa dei giornali e della corrispondenza e nel 1773 la legge del tè. In seguito a queste imposte i coloni iniziarono a contrastare le decisioni inglesi. Iniziò così un boicottaggio della merce inglese che non veniva comprata dagli americani la madrepatria continua con la sua politica e invia l’esercito per reprimere con la forza ogni tentativo di rivolta. Con la legge del tè la compagnia delle Indie otteneva il monopolio della vendita del tè alle colonie. Nel 1773 alcuni coloni, travestiti da pellerossa, assalgono una nave mercantile e versano nell’oceano l’intero carico di tè come segno di protesta.

L’anno dopo si tenne il Congresso continentale che univa i rappresentanti di tutte le colonie. Si decise di continuare il boicottaggio al fine di far cambiare la politica coloniale inglese. In seguito a questa decisione iniziarono i primi scontri armati. L’anno dopo, nel 1775, viene convocato il 2° Congresso il quale crea un esercito comune il cui comando fu affidato a un ricco della Virginia, chiamato George Washington. Nel 1776 il Congresso votò la Dichiarazione d’indipendenza con cui l’elaboratore Thomas Jefferson (il futuro successore di George Washington come Presidente USA):

  1. dichiara l’indipendenza dall’Inghilterra;
  2. si afferma la sovranità popolare (in questa maniera viene legittimata la volontà dell’indipendenza);
  3. viene riconosciuta l’uguaglianza tra i cittadini.

Tra il 1776 e il 1783 si scatena una guerra. All’inizio dello scontro i coloni americani si divisero in due partiti:

  • i lealisti, identificabili in proprietari terrieri, funzionari e rappresentanti della Chiesa anglicana, non accettavano la guerra;
  • gli indipendentisti, formati da intellettuali, operaio e contadini, che invece volevano la secessione definitiva.

Il partito indipendentista vinse per cui la guerra ebbe inizio. L’Inghilterra, godendo di un esercito disciplinato e molto addestrato, domina nettamente nel conflitto: l’esercito americano era poco addestrato e indisciplinato. Nel 1773 arrivano dalla Francia aiuti militari e finanziari: la Francia decise di intervenire contro l’Inghilterra per vendetta in seguito alla guerra dei sette anni appena persa. In più la Francia successivamente decide di riconoscere l’indipendenza delle 13 colonie ed entra in guerra contro l’Inghilterra. Le forze in campo venirono sconvolte e, nella battaglia di Saratoga, l’esercito americano ottiene una vittoria fondamentale. nel 1779, a fianco l’esercito americano e francese, entrano in guerra l’Olanda e la Spagna. Nel 1781 i coloni ottennero la vittoria definitiva a Yorktown. Nel 1783 a Parigi si firmò la pace:

  • le 13 colonie ottennero l’indipendenza e i territori del Nord-Ovest;
  • la Francia guadagna alcune isole delle Antille e il Senegal;
  • la Spagna guadagna la Florida.

Nonostante la sconfitta evitabile (l’esercito inglese era comunque superiore), l’Inghilterra rimase la potenza egemone mondiale: era la principale potenza militare, marittima e commerciale. Ancor oggi comunque perdura un rapporto privilegiato tra Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Dopo la guerra e l’ottenuta indipendenza le colonie americane dovevano costituire uno Stato unico: si doveva scegliere tra la forma di confederazione e la forma federazione. È importante sottolineare che ogni colonia era gelosa della propria autonomia: nonostante le caratteristiche culturali come la lingua e la cultura fossero uguali ogni colonia era, economicamente parlando, diversa l’una dall’altra. Questo inciderà sulla forma di Stato attuata.

La confederazione è un’associazione di Stati che mantengono l’indipendenza e la piena sovranità. Il legame che si instaura tra vari Stati è debole per cui qualsiasi Stato può aderire anche ad altre associazioni. Il governo centrale ha il potere limitato alla difesa e alla politica estera. Un esempio di confederazione è  la Svizzera.

La federazione è un’unione di Stati che crea lo Stato cosiddetto federale. Il cittadino è sottoposto al governo federale centrale e contemporaneamente a quello dello Stato in cui risiede. L’unione ha poteri in alcuni campi: in genere è compito del governo federale la difesa, la politica estera, la politica economica, la politica finanziaria, la politica monetaria e il commercio con l’estero. Le altre questioni vengono volontariamente delegate ai singoli Stati membri: infrastrutture, sanità (anche se a volte è gestita dal governo centrale), istruzione. Con la federazione si crea un legame forte tra i singoli Stati. Un esempio sono gli Stati Uniti d’America.

Durante la guerra per l’indipendenza, sottoscritto tra le singole colonie un accordo in forma di confederazione. Siamo nel 1777. Dopo la vittoria, per organizzare la colonizzazione dei territori del Nord-Ovest il governo centrale fu assolutamente necessario. Con la legge “Ordinanza del Nord-Ovest” il Governo centrale affermò che i nuovi Stati avrebbero acquisito i medesimi diritti delle 13 colonie originarie. Inoltre la crisi economica successiva alla guerra vive l’attuazione del protezionismo  che danneggiò gravemente i rapporti tra le colonie oltre che i rapporti con l’estero. Nel 1787 un’assemblea incomincia a preparare una Costituzione federale. Nel 1788 la Costituzione entra in vigore e l’anno successivo George Washington dichiara ufficialmente la nascita degli Stati uniti d’America. La costruzione stabiliva che gli Stati Uniti d’America diventassero uno Stato repubblicano federale.

IL NUOVO ORDINAMENTO GIURIDICO

Il potere legislativo è gestito dal Congresso che è composto da due camere:

  • Camera dei rappresentanti;
  • Senato.
Il potere esecutivo è gestito ovviamente dal Governo centrale. Esso è presieduto dal Presidente che viene eletto ogni quattro anni: l’elezione avviene in modo particolare, la popolazione vota dei delegati che tra loro scelgono il Presidente. Il Governo centrale ha particolari poteri mentre gli altri aspetti vengono inviati alle singole colonie. 
Il potere giudiziario è affidato alla Corte Suprema di Giustizia e alla Corte Federale di Giustizia dei singoli Stati. A livello locale si sono dei giudici. La Costituzione prevede quindi la divisione dei tre poteri teorizzata da Montesquieu. Il diritto di voto esclude la popolazione priva di reddito o comunque con un reddito al di sotto di una soglia minima. Il diritto di voto non può essere ritenuto da donne e da pellerossa. La Costituzione americana è comunque un esempio per tutta l’Europa del tempo: i suoi principi favorirono lo scoppio della Rivoluzione Francese.[/member]

Scheda autore Nicola Possamai

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l’informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l’ambiente windows e, a volte, l’ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'”ITCG Martini” di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca’ Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan 🙂

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Informazioni su nicpos95

Nato nella seconda metà del 1995 Nicola ha da sempre manifestato un grande interesse verso il mondo della tecnologia in particolare verso l'informatica. Oggi è responsabile del centro internet del suo Comune dove tiene dei corsi per i concittadini in difficoltà riguardo l'ambiente windows e, a volte, l'ambiente linux. La sua particolarità è il fatto di essere molto ambizioso e pertanto molto autocritico: desidera sempre superare i propri limiti. Di recente ha rappresentato il suo istituto alla gara nazionale igea presso l'"ITCG Martini" di Castelfranco Veneto ottenendo il terzo posto a pari merito con il secondo classificato. Dopo essersi diplomato con il 100 e lode studia economia aziendale alla Ca' Foscari. Ama i gatti e la sua squadra del cuore è il Milan :)

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